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Al Blue Note di Milano, Black Hole plays Frank Zappa

“… jazz is not dead, it just smells funny…”
Frank Zappa

Domenica sera sono tornati i Black Hole, nuova formazione milanese orientata al jazz contemporaneo. Il gruppo, nella prima versione vedeva Walter Donatiello (chitarre),Tiziano Tononi (percussioni), Daniele Cavallanti (sax tenore e baritono) e Michelangelo Flammia (basso elettrico),  ha frequentemente ospitato in qualità di special guest Gianluigi Trovesi  (clarinetto e sax) che ha suonato al fianco di Daniele Cavallanti nelle precedenti apparizioni sul palco del Blue Note.
Per questa serata però i Black Hole, nati alcuni anni fa come quartetto, hanno trovato il loro equilibrio in una nuova formazione in cui Luca Calabrese (tromba e flicorno), apprezzato musicista di adozione milanese si è inserito in modo perfettamente armonico.

In questa nuova versione i Black Hole al Blue Note, hanno ripresentato, rivisitato e corretto nel rispetto dell’evoluzione continua del jazz, un progetto di cui Tiziano Tononi, batterista e percussionista ha curato i passaggi musicali, usando un approccio personale per trovare una nuova chiave di lettura ad una delle personalità più importanti della musica del 900. La via percorsa è quella della rilettura critica, permeata della voglia di continuare a “dire” cose proprie in musica, utilizzando, in questo caso alcune pagine di colui che ha scelto il rock come linguaggio, il jazz come riferimento, e la musica colta del 900 come linfa per alimentare propria visione dell’essere compositore.

In questa serata speciale, in cui il numeroso e attento pubblico ha più volte applaudito molto a lungo, talvolta anche prima che il pezzo terminasse, ha trovato il suo spazio sul palco accanto ai maestri, Andrea Marinelli, giovanissimo vocalist proveniente dal vivaio del CEMM, che si è occupato degli effetti speciali, ed ha più volte preso parte alla composizione del suono in evoluzione con il suo strumento preferito, la voce appunto.

Il flusso della musica dei Black Hole scorre attraverso diversi canali, la sensibilità del jazz, l’energia del rock e la pratica dell’improvvisazione, ed è la dimensione collettiva generale a generare le linee guida delle scelte in musica, un approccio spregiudicato all’interpretazione, una visone dell’oggi con profonde radici in un passato remoto rivolgendo lo sguardo a un orizzonte senza il quale non c’è rapporto con il presente e visione del futuro.
Una serata particolare, magari un po’ “funny“, come direbbe Frank ma un funny decisamente piacevole.

Immagini e Testo in gentile concessione di Angela Bartolo

 

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