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Almamediterranea

Intervista agli Almamediterranea che presentano Sentieri in libertà, il nuovo album

Il 19 maggio 2015 è uscito Sentieri in libertà, il nuovo album della band sarda Almamediterranea, composta da Roberto Usai “Almo”, Pamela Strazzera “Panky”, Gigi Mirabelli, Emanuele Pusceddu, Diego Milia “Dieghi”, Santino Cardia “Santo” e Fabrizio Lai “Fabrenji”. Per l’occasione noi di Cube Magazine abbiamo avuto l’opportunità di far loro qualche domanda. Ecco cosa ci hanno risposto.

Ciao ragazzi. Grazie mille per la disponibilità! Almamediterranea è il nome della vostra band. Come mai l’idea di scegliere questo nome?
La scelta del nome proviene da una serie di coincidenze, dalla posizione geografica occupata dalla Sardegna, e noi Cagliaritani fieri d’esse sardi volevamo mettere in risalto questo orgoglio, ma non solo, in origine la band suonava cover di altre band Italiane ispirate e animate dalle sonorità Mediterranee quindi la nostra anima mediterranea si è tradotta in Almamediterranea

La vostra band è composta da tanti membri e soprattutto da tanti strumenti musicali, anche molto diversi fra loro. Far combaciare tutti gli strumenti spesso risulta difficile oppure lo trovate un vantaggio?
È molto stimolante, ci da la possibilità di colorare con più tinte il mondo che ritraiamo nei nostri brani

La vostra band è di origine Sarda. Nei vostri brani portate qualcosa della vostra terra e delle vostre origini?
Portiamo il nostro background, le nostre influenze musicali, non suoniamo musica etnica, ma crediamo che si possa scorgere qua e la qualche accento, nota, frase o lirica che richiama la nostra bellissima terra…

Passiamo al vostro nuovo album ‘Sentieri in libertà’ che uscirà il 19 maggio. Quale è il messaggio più importante che volete trasmettere attraverso l’album?
Come abbiamo sempre fatto in tutti i nostri lavori discografici, cerchiamo di stimolare la curiosità di chi ci ascolta, poniamo dei quesiti e diamo spunti per delle riflessioni su diversi argomenti.. naturalmente parliamo di temi sociali di ampio respiro..  senza tralasciare la voce della protesta e della continua ricerca della legalità e della meritocrazia.

Il vostro album è in collaborazione con l’Associazione Libera Comunità Terapeutica. Potreste spiegare brevemente questo progetto? Da cosa è nata l’idea di questa collaborazione?
Spiegare in breve il progetto è difficile: diciamo che si tratta di un percorso attraverso il quale uscire dall’isolamento che la patologia psichiatrica crea, sfruttando lo sport e le attività di gruppo. La collaborazione è nata per caso: abbiamo suonato in occasione di un trekking di 4 giorni dell’associazione sui tacchi dell’Ogliastra. Lì è nato tutto. L’energia della musica e la voglia di vivere dei “guarenti” hanno fatto scintille, l’entusiasmo era tale che abbiamo avuto l’ispirazione per scrivere e suonare la sera stessa il brano Sentieri di libertà.

Quale è la cosa principale che vi spinge a fare musica e a produrre canzoni?
Credo la stessa che ci spinge a respirare.

Come definireste la vostra band?
Una banda di musicanti, che raccontano il mondo con tutti i colori disponibili.. diciamo una band no generis o full generis in quanto le 14 tracce toccano tutti o quasi i generi musicali.

C’è una cosa in particolare che caratterizza la vostra band?
Forse riuscire ad unire leggerezza e profondità, la voglia di far festa insieme al desiderio di comunicare su temi sociali e profondi.

Tornando al vostro nuovo album, verrà anticipato dal singolo Radical Chic. Perchè avete scelto proprio questo brano da utilizzare come singolo di introduzione dell’album?
Abbiamo deciso di lanciare Radical Chic un po per caso e un po per sfida.. essendo un brano che si discosta un pochino dai nostri lavori passati. Crediamo sia molto attuale il tema trattato in modo goliardico e scherzoso.. mettendo l’accento su vizi e vezzi dei cosiddetti figli di Marx e della Cocacola. Ma sottolineando che oggi siamo un po tutti Radical Chic!

A volte sembra una domanda un pò scontata per una band, ma è una domanda molto importante. Immaginereste mai la vostra carriera nella musica da solisti oppure in futuro vi piacerebbe anche poter seguire la strada da solisti?
Non ci poniamo questo quesito, ognuno di noi collabora in altri progetti musicali, per diletto, per amore della musica tutta. Una carriera da solista per uno qualsiasi di noi credo non sia un ipotesi che abbiamo mai analizzato.

Quanto è importante far parte di una band e quindi avere il supporto anche di altri colleghi e amici durante il proprio lavoro?
In una band come la nostra direi che è vitale.

Quali sono i vostri progetti in programma e futuri?
Il booking sta mettendo su il tour con diverse date in giro per la Sardegna e poi per lo stivale, abbiamo in progetto di tornare all’estero come abbiam fatto lo scorso anno per il nostro tour Cubano.

 

Per maggiori info sugli Almamediterranea, seguili nel loro sito ufficiale.


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