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‘Aperitivo In Concerto’ al Teatro Manzoni con i Barbatuques

Domenica 23 novembre 2014, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni, torna come ogni domenica ‘Aperitivo in Concerto’, che per la prima volta ha portato in Italia uno fra i più affascinanti gruppi musicali oggi sulle scene internazionali, i Barbatuques.

Il collettivo brasiliano dei Barbatuques sono una fra le realtà musicali e culturali più vive del loro Paese. Nati come gruppo vocale dedito all’improvvisazione, hanno sviluppato una peculiare tecnica, ereditata dal batuque brasiliano di origine africana, che li ha portati a diventare il più significativo ensemble di body percussion in attività. Musica come meta-scultura. Musica come universo timbrico, Musica come battito e flusso. È un mondo di combinazioni e dialoghi, ove ciascuno fa la sua parte col proprio corpo: una vera orchestra sinfonica. Questa è la via che calcano i Barbatuques, questa la ricerca che il gruppo brasiliano, che ha da poco realizzato la colonna sonora del film di animazione ‘Rio 2 – Missione Amazzonia‘, conduce da anni, esplorando le pressoché infinite risorse sonore del corpo.

In diciotto anni di attività, i Barbatuques hanno pubblicato tre cd: ‘Corpo do Som’ (2002), ‘O seguinte é esse‘ (2005) e l’ultimo lavoro ‘Tum Pá‘ (2012), pensato e rivolto al pubblico infantile, oltre al DVD ‘Corpo do Som ao Vivo‘ (2007). Il gruppo, un vero e proprio collettivo, non ha mai perso la sua anima originaria, quella che li spinge a ricercare e sperimentare divulgando attraverso l’interazione viva e la rappresentazione estemporanea, più che per mezzo di un prodotto chiuso. Con un’attenzione speciale al mondo dell’infanzia e ad una pedagogia musicale ricca che, più di ogni altra, sembra essere vincente, l’essenza della loro arte è tutta nel gioco e nel divertimento: Ti diverti con te stesso prendendo contatto con la tua propria cultura: sei libero e non hai filtri.

Gli incontri con i Barbatuques riportano ad un contatto profondo di carattere ancestrale. Non forniscono tecniche ma stimoli per svilupparle, non impongono metodi ma procedimenti che fungono solo da stimolo per la ricerca individuale. Ciascuno concretizza l’esperienza in modo personale: ogni persona può essere chitarra, pianoforte, un tamburo o un tamborim, può essere qualunque cosa. Ciascuno emette suoni assolutamente originali, incomparabili, tanto per le differenze costituzionali e naturali del corpo, quanto per la propria capacità di produrre suoni. I Barbatuques ci riportano ad una dimensione perduta, in cui ogni gesto, ogni suono ha un significato, una radice profonda che attiene alla nostra cultura e al nostro inconscio: questo viaggio nel tempo e dentro di noi stessi avviene con meravigliosa, esaltante naturalezza e con una trascinante teatralità in cui il divertimento e la partecipazione collettiva sono elementi imprescindibili. Fra gestualità, mimica, coralità, danza, canto, rumoristica, percussione collettiva, ritmi sfrenati l’arte dei Barbatuques crea un ritratto fedele del Brasile, della sua forza espressiva, del suo rapporto con la natura, della sua capacità di fondere in un unico stampo una molteplicità di etnie, lingue, culture e tradizioni diverse, dando vita ad un mondo il cui numero di colori pare infinito.

Vi lasciamo agli scatti a gentile concessione di Romano Nunziato:

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