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Arcade Fire The Reflektor Tapes recensione

Arcade Fire: al cinema il film documentario – recensione

Mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre nelle sale italiane sarà possibile vedere il film-documentario Arcade Fire: The Reflektor Tapes (distribuito da Nexod Digital) ed entrare così non solo nel privato della band, ma cercare anche di approfondire e comprendere i meccanismi che fanno sì che nasca un album della portata di Reflektor.

Kahlil Joseph, il regista del film (un vero e proprio incrocio tra documentario, arte, musica e storia privata) è riuscito a trasportare su pellicola quella che è l’essenza non solo dell’album la cui genesi e il cui tour viene narrato per immagini, ma si è sintonizzato sulle medesime “frequenze d’onda” degli Arcade Fire per riuscire a raccontare uno spaccato di vita della band con la stessa freschezza, leggerezza e gusto artistico che ritroviamo nella loro musica.

Durante l’intervista finale (non uscite dalla sala ai titoli di coda: fermatevi e attendete al vostro posto per un’intervista esclusiva e molto interessante) Win Butler definisce il lavoro di Kahlil come «un remix per immagini dell’album» e non si potrebbe essere più d’accordo.

Il regista ci accompagna nel viaggio in una dimensione parallela fatta di studi di registrazione, palchi spettacolari e carnevali di Haiti, come se facessimo parte della crew degli Arcade Fire, ma stessimo perennemente sotto l’effetto di acidi: gli effetti con cui ha giocato non solo a livello sonoro, ma anche a livello di immagini, sono di grande impatto e non lasciano indifferenti.

La scelta di riprendere le immagini del carnevale di Haiti in bianco e nero, con una telecamera a infrarossi tipicamente usata nel mondo militare la dice lunga sull’approccio alla regia e può far intuire che le scelte operate da Kahlil potrebbero spiazzarvi durante la visione del film, ma anche dopo, ripensandoci a posteriori. Sembra di trovarsi in un caleidoscopio di colori e suoni che si muove quando preferisce e su cui non si ha alcun controllo, ma che asseconda i ritmi ricercati dalla band e i passaggi di location e contesto che avvengono nel film: dalle prime fasi della scrittura in Giamaica, si passa alle sessioni di registrazione a Montreal, dal concerto improvvisato in un hotel haitiano la prima notte di Carnevale, fino alle date sold out di Los Angeles e Londra.

Il tutto intramezzato da siparietti personali, intimi e privati che rendono più umani questi artisti che hanno conquistato mezzo mondo e che non vorrebbero mai smettere di assorbire stimoli dal mondo esterno, pronti a tradurli in situazioni musicali che lasceranno a bocca aperta gli ascoltatori.

Ci sono immagini del Tour Reflektor dove siamo stati davvero molto vicini a mettere in scena esattamente quello che immaginavamo nelle nostre teste- raccontano gli Arcade Fire – E siamo follemente fortunati perché avevamo accanto a noi Kahlil Joseph sin dall’inizio per documentare tutto questo.

Elenco completo delle sale che proietteranno il film su nexodigital.it.

Arcade Fire: The Reflektor Tapes trailer


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