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Ben-Hur: l’epico remake al cinema – trama e recensione

Da giovedì 29 settembre 2016 arriva nei cinema italiani Ben-Hur, remake del classico film hollywoodiano e colossal del 1959.

La pellicola originale, diretta da William Wyler e interpretata da Charlton Heston, fu il primo film nella storia degli Academy Awards a vincere ben 11 Oscar. Il nuovo film Ben-Hur, come il suo predecessore, è ispirato al romanzo omonimo di Lew Wallace del 1880. Nel remake, la regia è stata curata da Timur Bekmambetov che ha diretto il cast composto da Jack Huston, che interpreta Judah Ben-Hur, Toby Kebbell nei panni di Messala, Nazanin Boniadi in quelli di Esther e soprattutto Morgan Freeman che dà il volto ad un intenso Ilderim.

Ben-Hur: trama

Judah Ben-Hur (Huston) è un giovane nobile di Gerusalemme. Un giorno viene tradito dal fratello adottivo Messala (Kebbell) che lo accusa di tradimento nei confronti di Roma. I soldati romani così lo catturano, crocifiggono la moglie e la figlia, e lo imbarcano come schiavo verso Roma. Lì diventerà un gladiatore e aiutato da Ilderim (Freeman), cercherà la sua vendetta contro Messala nel luogo in cui non ci sono leggi: l’arena.

Ben-Hur: recensione

È impossibile non fare un parallelismo tra questo remake di Ben-Hur e un altro colossal dei nostri tempi, Il Gladiatore di Ridley Scott. Nel film di Timur Bekmambetov sicuramente si rileva l’epicità della storia e la grandiosità delle scene, specialmente quelle di lotta. In alcuni momenti però risulta eccessivo l’uso di effetti speciali a discapito della storia, cosa non accaduta ne Il Gladiatore grazie ai dialoghi e scene molto intensi.

Ovviamente il confronto maggiore che viene naturale fare con questo Ben-Hur è con il suo predecessore del 1959. Se quello fu un vero e proprio evento cinematografico, prodotto quando Hollywood era all’apice della sua gloria con la capacità di sfornare film mastodontici, questo remake arriva in un momento storico dove film che cercano appositamente l’epicità e rifacimenti di vecchi successoni sono ormai all’ordine del giorno. Quando si ha negli occhi un classico della storia del cinema, con interpretazioni iconiche come quella di Charlton Heston, è purtroppo normale storcere il naso di fronte a nuove versioni dello stesso film, specialmente se il cast non è forte come quello originale. Si perchè, Morgan Freeman a parte, il protagonista non si avvicina alla forza visiva da “bucare lo schermo” di Heston.

Ben-Hur 2.0 è a tratti più fedele rispetto al romanzo del 1880 di Lew Wallace, ad esempio nell’esplorare gli anni formativi del personaggio principale e il rapporto con suo fratello Messala. In questo film è anche più presente la figura di Gesù Cristo, che nel film del 1956 non si vede mai in volto: qui la sua storia viene raccontata in modo molto più “umano” e in parallelo a quella di Ben-Hur.

Nonostante alcune pecche di discontinuità nella storia e scene messe ad hoc per scatenare appositamente la reazione emotiva del pubblico a volte in modo troppo forzato, questo Ben-Hur è sicuramente un buon film, ma bisogna prenderlo così com’è, come se fosse una novità del 2016 evitando (come la peste) di fare confronti mentali costanti con la pellicola del 1959.

Ben-Hur: trailer italiano


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