Black Butterfly: nuovo thriller al cinema con Antonio Banderas – recensione

Esce al cinema il 13 luglio 2017 Black Butterfly, thriller psicologico con Antonio Banderas. Scopri trama, recensione e trailer

Sarà nei cinema da giovedì 13 luglio 2017 il film Black Butterfly, un thriller psicologico firmato Brian Goodman ed interpretato da Antonio Banderas e Jonathan Rhys Meyers. La pellicola è tra le più interessanti in uscita a luglio 2017. Di seguito riportiamo il trailer, la trama e la nostra recensione.

Black Butterfly: trailer

Black Butterfly: trama

Paul (Antonio Banderas) è uno sceneggiatore in piena crisi di creatività. Il blocco dell’ispirazione gli è scattato da quando la moglie lo ha lasciato. Diretta conseguenza è anche un disagio economico importante ed anche psicologico che sfocia nella ricerca di consolazione nella bottiglia. Paul, alla ricerca di fondi per sostentarsi, decide di mettere in vendita la sua vecchia casa colonica nel bosco. Trovare un acquirente, però, sembra essere più difficile del previsto e Paul decide di andare a vivere nella sua casa in montagna in attesa di un’illuminazione che tarda ad arrivare. Mentre sta andando dalla sua agente immobiliare, Laura, Paul taglia la strada a un camionista, che lo segue e lo aggredisce. per fortuna interviene un giovane vagabondo Jack (Jonathan Rhys Meyers), appena uscito di prigione. Tra i due nasce un intenso feeling e lo scrittore lo invita a restare a casa sua. Jack, che vuole aiutare il nuovo amico a ritrovare estro e parole, suggerisce a Paul di scrivere una storia sulla loro amicizia. Paul scava nel profondo alla ricerca di una storia per un film. Intanto l’atteggiamento di Jack diventa sempre più protettivo nei confronti di Paul, mentre in città un’altra donna è scomparsa e la polizia indaga.

Black Butterfly: recensione

Black Butterfly è un film costruito con sapienza e meticolosità. Ogni scena, ogni inquadratura appare studiata e strettamente finalizzata allo sviluppo del discorso narrativo. La storia però ne soffre dal punto di vista della articolazione della trama che a volte risulta troppo lineare ed intuitiva. L’interpretazione degli attori è di livello decisamente elevato. Antonio Banderas ha affermato in riferimento al suo personaggio:

Interpreto uno scrittore che non sta attraversando il suo periodo migliore e dopo una lite in un bar con un camionista, divento amico di un autostoppista, un vagabondo che aveva preso le mie difese. Gli offro un posto dove stare e lo invito a casa mia. I due ruoli si ribalteranno, tra segreti e scheletri nell’armadio. È ambientato in Colorado ma lo giriamo tra l’Appennino e gli studi sulla Tiburtina. Mi piace che sia un thriller psicologico, nei miei venticinque anni in USA ho capito a mie spese che è un genere di film nelle mani di americani purosangue.

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