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Captain America – Il Primo Vendicatore: recensione

  • TITOLO: Captain America – The First Avenger
  • ANNO: 2011
  • GENERE: azione, avventura
  • REGIA: Joe Johnston
  • CAST: Chris Evans, Hayley Atwell, Hugo Weaving, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci, Dominic Cooper, Samel L. Jackson

Captain America – The First Avenger: trama

Il film è ambientato nel ’42, durante l’invasione di Hitler in Europa. Steve Rogers è un ragazzo di piccola statura e troppo magro, preso di mira dai bulli e con un’asma che gli causa il continuo rifiuto da parte dell’esercito americano all’arruolamento. Nonostante il suo fisico emaciato e debole, Steve ha un grande coraggio e patriottismo e il suo sogno è quello di aiutare il suo paese nella guerra al nazismo. È così che si lascia convincere dal dottor Abraham Erskine a partecipare ad un esperimento che lo porterà a mutare il suo stesso fisico: Steve diventa così un super soldato, più alto, forte e veloce di chiunque altro. Nonostante tutto però si ritrova a dover fare da ‘mascotte’ per l’esercito, girando per gli USA in un ridicolo costume con la calzamaglia per invogliare gli americani a investire fondi per la guerra. Sarà solo in Italia, quando il suo migliore amico Bucky viene catturato dai nazisti, che Captain America diventerà un vero capitano dell’esercito liberando i prigionieri e combattendo il capo dell’Yidra, organizzazione militare di scienziati finanziata da Hitler e capeggiata da Johann Schmidt (che si rivelerà poi essere Red Skull) , intenzionato a distruggere e soggiogare il mondo con armi alimentate da un potente cubo di energia inesauribile, legato alla mitologia vichinga.

Captain America – The First Avenger: recensione

Negli ultimi anni i film sui supereroi dei fumetti hanno affollato le sale cinematografiche: da Iron Man a Spiderman a Batman. All’appello mancava solo Captain America, ma l’attesa è stata ripagata da un film a dir poco spettacolare.

Fin da subito lo status di vittima della propria debolezza, aiuta il pubblico in sala a creare un legame empatico con Steve, grande di cuore ma piccolo di fisico. Questo legame cresce man mano che la trama del film procede e quando Steve diventa davvero Captain America, allora anche in sala si respira quell’aria di emozione che si riserva solo per le grandi battaglie. Perché questo film coinvolge il pubblico con le sue azioni spericolate in volo, le esplosioni e gli inseguimenti fatti con effetti speciali creati magistralmente e funzionali alla storia e non per il gusto di esagerare (come purtroppo spesso accade in film di questo genere).

Un’altra osservazione va sicuramente riservata al mutamento del mondo attorno a Steve: durante la sua trasformazione in Captain America infatti, anche i vestiti e perfino la tecnologia mutano e si evolvono. Il film inizia in una perfetta ambientazione anni ’40, con strumenti all’avanguardia e ottimamente ricreati dagli scenografi, ma ancora lontani dallo sviluppo del 21° secolo. Man mano che Steve prende coscienza del suo potenziale e delle sue capacità, però la tecnologia si evolve con lui, le armi diventano più sofisticate, gli scenari più moderni. Persino la sua ‘uniforme’ cambia facendolo diventare un Captain America contemporaneo con scudo ed elmetto avanzati rispetto a quelli di prima.

Che dire, sicuramente uno dei film di supereroi migliori mai fatti e più entusiasmanti. Da vedere!

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