Cinestory: ‘Il Codice da Vinci’

E’ diventato un appuntamento fisso del sabato, la nostra rubrica ‘Cinestory’, un piccolo stralcio sui film del passato che più ci hanno colpito, vuoi per la sceneggiatura, vuoi per gli effetti speciali o per qualsiasi altra ragione, che ce li fa amare nel tempo.
Per il penultimo appuntamento prima della pausa estiva, ci occupiamo di un film che in quanto a sceneggiatura e colpi di scena non ha nulla da invidiare ai colossal più costosi della storia. Stiamo parlando de ‘Il Codice da Vinci’, tratto dall’omonimo best seller di Dan Brown.

TITOLO: Il Codice da Vinci (titolo originale ‘The Da Vinci Code’)
ATTORI: Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany, Jean Reno, Alfred Molina, Jean-Pierre Marielle
REGIA: Ron Howard
ANNO: 2006

Tutto ha inizio quando Jacques Saunierè, custode del Museo del Louvre di Parigi, viene trovato morto nella galleria principale del museo, nudo e in posizione dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Attorno a lui, una marea di simboli tracciati col sangue dallo stesso Saunierè. Tutti questi simbolismi, per essere interpretati, richiedono l’aiuto di Robert Langdon (Tom Hanks), professore di Simbologia Religiosa ad Harvard. Comincia così per il professore un viaggio attraverso la religione cristiana, tra segreti, vangeli apocrifi, misteri templari e violenza, alla ricerca del Santo Graal. Assieme a lui, in questa avventura la nipote dello stesso custode del museo, Sophie Neveu.
Della trama, non vogliamo svelarvi altro, perché rischieremmo di perderci in parole contorte, confondendo le idee. E’ una trama complicata, quella de ‘Il Codice da Vinci’, ma al tempo stesso viene presentata chiaramente e per gradi dal regista che ha sicuramente fatto un ottimo lavoro di adattamento dal romanzo di Dan Brown.
Nel momento della sua uscita il film ha scatenato non poche polemiche da parte degli esponenti di spicco della Chiesa Cattolica, che accusavano gli autori di aver mescolato finzione e realtà, senza marcare mai la linea di confine tra le due cose. Addirittura al regista è stata data la responsabilità dell’allontanamento dei fedeli dalla Chiesa, per via della ricostruzione di alcuni fatti storici, giudicati calunniosi.
C’è da dire, che in quel particolare momento in cui è uscito il film, la Chiesa ha vissuto uno dei periodi più bui di questi ultimi due secoli, dopo che lo scandalo sulla pedofilia emerso a Boston, aveva portato alla luce evidenti problemi nella casta clericale, che aveva perso credibilità.
Ma, è scritto anche nella prefazione del libro, la storia è di pura fantasia, nonostante molti riferimenti presi dall’autore siano veri, sono stati inseriti per rendere la storyline più credibile, mantenendo la tensione sempre ad alti livelli. Nasce così un thriller ricco ed attivo, che nonostante la durata (quasi 2 ore!) passa e si racconta velocemente davanti ai nostri occhi.
Azzeccatissima la scelta ricaduta su Tom Hanks per l’interpretazione di Robert Langdon: prima di lui erano stati contattati George Clooney e Russel Crowe, che però si erano detti poco interessati alla parte.
Questi elementi hanno reso il libro ed il film, due successi planetari immancabili sugli scaffali di un cinefilo.

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