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Cinestory: ‘Le Iene’

E come ogni sabato, prosegue il consueto appuntamento con la nostra rubrica ‘Cinestory’.
Questa settimana vogliamo parlare nuovamente di uno dei registi più influenti di questa generazione: Quentin Tarantino, ed in particolare del suo esordio come direttore di un lungometraggio con ‘Le Iene’.
Il film è il primo capitolo della sua famosa ‘Trilogia Pulp’ che comprende ‘Una Vita al Massimo’ ed il più celebre ‘Pulp Fiction’ (vedi QUI la recensione).

 

TITOLO: Le Iene (titolo originale ‘Reservoir Dogs’)
ATTORI: Harvey Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi, Michael Madsen, Chriss Penn, Lawrence Tierney, Quentin Tarantino, Edward Bunker, Kirk Baltz
REGIA: Quentin Tarantino
ANNO: 1992

La pellicola inizia con la scena della colazione al bar, in cui i sei rapinatori (Mr. White, Mr. Pink, Mr. Blonde, Mr. Brown, Mr. Blue e Mr. Orange – nessuno conosce la vera identità dell’altro) chiacchierano allegramente del più e del meno con i due organizzatori del colpo Joe Cabot ed il figlio Eddie. Dalla scena successiva si evince sin da subito che qualcosa è andato storto: Mr. Orange è in un bagno di sangue, mentre Mr. White guida un’auto per riportarlo nel deposito, luogo stabilito per il ritrovo dopo la rapina.
Ed è qui, tra un flashback e l’altro, che si svolge tutto il film. Poco dopo arriva Mr. Pink che informa gli altri sulla morte di Mr. Brown e Mr. Blue, asserendo che i poliziotti si trovassero già sul luogo perché tra la banda ci deve essere un informatore. Dopo di lui fa il suo ingresso Mr. Blonde che ha preso in ostaggio un poliziotto, ed i tre rimasti illesi cominciano a malmenarlo, mentre Mr. Orange, preso dai dolori della ferita allo stomaco, si dimena e si lamenta. Nel frattempo arriva Eddie che prende con se Pink e White per recuperare la refurtiva e chiamare un medico per Orange. Nel deposito rimangono quindi Blonde, il ferito Orange e lo sventurato poliziotto. A questo punto Blonde, che si rivela un sadico torturatore, comincia a sfregiare al volto il povero agente e quando sta per dargli fuoco, una scarica di proiettili lo colpisce. E’ stato Mr. Orange che si rivela all’agente come l’infiltrato nella banda.
Quando Eddie e gli altri due rapinatori tornano al magazzino vedono la carneficina, che Mr. Orange tenta di giustificare, ma non viene creduto, se non da Mr. White che tenta di difenderlo. Mr. Pink, da vero codardo, si rifugia nel sottoscala, mentre gli altri tre si puntano contro le pistole l’un l’altro. All’arrivo di Joe la scena è surreale: Joe spara a Orange, White spara a Joe e a Eddie, Eddie spara a White. Pink tenta di fuggire con la refurtiva, ma all’uscita ci sono i poliziotti ad attenderlo, che lo uccidono. A questo punto, seppur gravemente feriti, restano in vita solo White e Orange. Quest’ultimo confessa al compagno di essere realmente un poliziotto, scatenando la reazione furibonda di White che gli punta la pistola proprio mentre la polizia fa irruzione nel deposito. White spara ad Orange e di conseguenza viene crivellato di colpi.

Come in tutti i film di Tarantino, sono presenti svariati riferimenti ad altri film, a partire dai nomi stessi dei rapinatori, ispirati a ‘Il Colpo della Metropolitana’, ma anche all’abbigliamento – reso celebre dall’omonimo programma di Italia 1 – che molto probabilmente prende riferimento da ‘The Blues Brothers’.
E viceversa molti altri film e programmi tv hanno ripreso diverse scene presentate in questa pellicola.
Come in molti altri film di Tarantino, anche la storia raccontata in ‘Le Iene’ non segue un ordine cronologico (così anche ‘Pulp Fiction’, ‘Kill Bill’ e, in parte, ‘Jackie Brown’). Lo schema narrativo adottato permette di non mostrare alcune scene (ad esempio la rapina non viene mai mostrata), facendo comunque capire allo spettatore che cosa è successo, focalizzandosi più sul dialogo, ancora prima delle immagini. Tarantino analizza nello specifico il carattere di ogni personaggio, le sue paure e le sue pulsioni.
E come sempre, il regista ha curato a fondo la scelta della colonna sonora, composta da famosi pezzi risalenti agli anni ’70, epoca in cui Tarantino è cresciuto.
Un vero cimelio cinematografico per tutti gli estimatori del genere.

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