Cinestory: ‘Pulp Fiction’

Comincia oggi, diventando un appuntamento fisso del sabato, una nuova iniziativa di Cube Magazine, intitolata ‘Cinestory’, la rubrica dedicata ai migliori film di sempre, che hanno lasciato la loro impronta nel tempo, raccontati dagli occhi delle nostre inviate.

Oggi ci occupiamo di uno di quei film che ha saputo sconvolgere la visione cinematografica degli anni ’90, creando un vero e proprio nuovo filone cinematografico, a cui in seguito altri registi si sono ispirati. Stiamo parlando di ‘Pulp Fiction’ capolavoro di Quentin Tarantino, pellicola che mandò in subbuglio il pubblico e fece impazzire la critica.

 

TITOLO: Pulp Fiction
ATTORI: John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Uma Thurman, Bruce Willis, Harvey Keitel, Cristopher Walken, Amanda Plummer
REGIA: Quentin Tarantino
ANNO: 1994

Il film fu in grado di rilanciare la carriera di John Travolta, che ai tempi rimase in ombra per anni dopo il successo de ‘La Febbre del Sabato Sera’, e di consacrare nell’olimpo delle star l’allora giovanissima, ma già molto apprezzata Uma Thurman. Ma nel cast non possiamo non annoverare alcuni tra i migliori attori di Hollywood odierni, che ai tempi erano poco più che emergenti: da Bruce Willis a Harvey Keitel, passando per Samuel L. JacksonTim Roth senza dimenticare il cameo girato da Christopher Walken.

Dal genio di Quentin Tarantino, nasce questa trama complicata che intreccia le storie di personaggi apparentemente a sé stanti, che hanno tutti un unico filo conduttore, un filo conduttore che li porterà ad incontrarsi in un certo momento della pellicola. Il carattere e la natura dei personaggi, che vivono tutti ai margini della legge, sono così ben definiti da diventare parte della cultura popolare moderna, senza mai dimenticare alcune famose citazioni diventate parte del linguaggio comune.

Uscito in Italia il 16 Dicembre 1994, ‘Pulp Fiction’ è l’ultimo capitolo della cosiddetta trilogia pulp di Quentin Tarantino, dopo ‘Una Vita al Massimo’ e ‘Le Iene’.
La trama del film, non segue un ordine temporale cronologico, ma racconta essenzialmente tre episodi che vengono intrecciati tra loro a formare una sorta di schema circolare, che inizia e finisce nello stesso momento, ovvero nella scena della colazione all’Hawthorne Grill, uno schema già sperimentato dallo stesso Tarantino nel film ‘Le Iene’. Ma questa non è l’unica caratteristica che accomuna le due pellicole: molti non sanno che sono davvero tanti i punti i comune, i riferimenti collegati nei due lavori del regista. A partire dalla valigetta dal contenuto misterioso che Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) devono riconsegnare al loro capo Marcellus Wallace. Il contenuto, infatti, potrebbe essere la refurtiva della rapina raccontata ne ‘Le Iene’. Lo stesso Vincent Vega, sarebbe il fratello di Vic Vega (interpretato da Michael Madsen) de ‘Le Iene’, ma questa non è l’unica parentela tra i personaggi nei due lungometraggi: il personaggio di Mr. White, vero nome Larry Dimmick, sarebbe fratello o cugino di quello interpretato da Tarantino stesso in ‘Pulp Fiction’, Jimmie Dimmick.
Ma esaminando molte scene nel particolare si possono trovare decine di riferimenti oltre che a ‘Le Iene’ anche ad altre pellicole precedenti e successive al film dello stesso Tarantino, oltre che ad altri film che il regista apprezza.

Per il suo contenuto particolarmente violento, in molti Stati il film è stato distribuito con tagli ad alcune scene, dialoghi doppiati a nuovo, e con la sequenza temporale riordinata. In Italia inizialmente la pellicola fu vietata ai minori di 18 anni, divieto tolto nel 1997 che ne permise la messa in onda in tv in seconda serata.

La perfetta miscela di azione, intensità narrativa ed ironia al limite del grottesco hanno incoronato l’allora 31enne Quentin Tarantino, come il grande rivoluzionario del cinema. Il regista ha saputo portare sul grande schermo qualcosa che nessuno aveva mai compiuto, e che probabilmente nessuno altro mai avrebbe fatto, creando un genere a sé stante.
Tutti questi ingredienti, hanno contribuito a far diventare la pellicola un vero e proprio cult, immancabile nella cineteca di tutti gli appassionati.

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