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Cinestory: ‘Shining’

Per il terzo appuntamento con la nostra rubrica ‘Cinestory’ ci occupiamo di uno di quei film che ha saputo rivoluzionare la storia del cinema, ed ancora di più la concezione dell’horror. Stiamo parlando di ‘Shining’, la pellicola che, assieme ad ‘Arancia Meccanica’, decretò  Stanley Kubrick come uno dei rivoluzionari dello scorso secolo.
Voglio ricordare che correva l’anno 1980, ma nonostante siano passati la bellezza di 32 anni, il film appare oggi più attuale che mai, restando – da sempre – un riferimento per gli artisti sia del cinema che della musica.

TITOLO: Shining
ATTORI: Shelley Duval, Jack Nicholson, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson, Philip Stone, Joe Turkel, Tony Burton, Barry Dennen, Anne Jackson
REGIA: Stanley Kubrick
ANNO: 1980

La trama del film segue essenzialmente quella del romanzo omonimo a cui è ispirato, quello del re dell’horror Stephen King, ed il tema principale effettivamente non si distacca poi così tanto dalla concezione classica dei film di paura: c’è il luogo infestato, c’è l’elemento della possessione demoniaca ed anche il personaggio dai poteri paranormali. Ma la vera rivoluzione di Kubrick, sta nel passare da un luogo “fisico” ad uno spazio mentale, il passaggio naturale da materia a spirito.
Jack Torrance (interpretato dal bravissimo Jack Nicholson), scrittore alcolista fallito, viene assunto come custode invernale nell’Hotel Overlook, disperso sulle montagne del Colorado. Con lui, si trasferiscono nell’immenso albergo la moglie Wendy (Shelley Duval) ed il figlioletto Danny, dotato di poteri extrasensoriali (lo shining, appunto) che gli permettono di entrare in contatto con gli spiriti che ancora vivono nell’hotel, che spesso sono vittime di crimini. Col passare del tempo, Jack verrà preso da crisi creativa, che comincia con la frustrustrazione per passare poi all’ira.
Ma la mente di Jack comincia veramente a vacillare quando entra nella famosa stanza 237, una pazzia che raggiunge il suo culmine con la decisione di massacrare a colpi di ascia la sua famiglia.
Da qui la famosissima scena di Jack che rompe a colpi d’ascia la porta del bagno, mentre la moglie dall’altra parte lo osserva terrorizzata con un coltellaccio in mano. La frase pronunciata in questa occasione “Wendy, sono a casa amore!” resterà fra le citazioni più celebri di tutti i tempi.
Jack, distratto dall’arrivo del cuoco, si ritrova poi ad inseguire il figlioletto Danny tra le siepi del labirinto che il bimbo ha imparato a conoscere, mentre l’uomo si perde e muore congelato con lo sguardo demoniaco fisso e l’ascia tra le mani.
Sono moltissime le chiavi di lettura che possiamo utilizzare per interpretare il film, certo è che il fine di Kubrick è quello di sconvolgere lo spettatore. Come in ‘Arancia Meccanica’ viene messa a nudo la natura crudele dell’uomo, che finisce per gettare nelle tenebre del caos i suoi protagonisti.
Anche lo scorrere del tempo in questa pellicola è un fattore di rilevante importanza, così come gli spazi. Essi vanno di pari passo con l’avanzare della storia: si parte infatti da spazi infiniti ed intervalli di tempo lunghi mesi, che poi diventano giorni, poi ore, fino ad arrivare ai minuti e secondi delle battute finali. E per gli spazi è lo stesso discorso, gli ampi atri ed i corridoi immensi dell’hotel diventano stanze sempre più piccole per poi terminare con la scena finale del labirinto, che non è altro che la trasposizione visiva della perdizione mentale in cui cade il protagonista.

Dal 23 Maggio 1980, giorno di uscita del film, sono molte le influenze che il film ha avuto sulla cultura mondiale. Nel mondo della musica ne abbiamo diverse: ultima in ordine di tempo è il riferimento inserito nel video di ‘The Kill’ dei  30 Seconds to Mars, ma anche gli Slipknot hanno voluto dare il loro omaggio nel video di ‘Spit It Out. Tra gli artisti di casa nostra spicca Caparezza, che nella sua canzone ‘Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)’ cita la stanza 237, che è anche il nome di un gruppo rock di Cosenza.
Ma molti riferimenti sono presenti anche in serie tv come ‘I Simpson’, ‘I Griffin’ ed anche in una puntata di ‘Dr. House – Medical Division’.
Persino nel film Disney ‘Alla Ricerca di Nemo viene riproposta in chiave ironica la scena di Jack che con lo sguardo spiritato guarda attraverso il buco della porta sfondata, in questo caso si tratta dello squalo Bruto.

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