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Colorado Live, la maratona comica ieri sera al Teatro Colosseo di Torino

TORINO – Il cambio di location deciso all’ultimo momento ha in qualche modo creato un po’ di tensione tra il pubblico accorso in massa per assistere alla tappa torinese di Colorado Live. La sessione itinerante della fortunata trasmissione televisiva Mediaset, era prevista in un primo tempo domenica 19 maggio al Palaolimpico, poi la concomitanza con il match di calcio Torino – Catania, in programma a pochi passi dalla struttura progettata da Isozaki, ha convito Setup-Live e Live Nation a puntare sul Teatro Colosseo. La mancata corrispondenza dei posti a sedere ha creato qualche malumore tra il pubblico, ma alla fine ci ha pensato Paolo Ruffini a tranquillizzare i più irritati, invitandoli a sedere direttamente sul palco. Questa abile mossa ha consentito l’inizio della maratona comica, durata oltre due ore e mezza.

A presentare, come detto, Ruffini, che orfano di Belen Rodriguez ha ripiegato sull’altrettanto avvenente soubrette cinese Luna. Il filo conduttore della serata è stata la simpatia, condita da una non stop di comicità inaspettata, ha trasformato il live in un successo incredibile. Tanto ritmo, improvvisazione, divertimento anche da parte degli stessi artisti, che spesso si sono lasciati andare a fragorose risate. Chi aveva qualche dubbio sull’attitudine a reggere tempi comici molto differenti da quelli televisivi, si è dovuto ricredere, tutti quanti i protagonisti hanno strappato applausi dal pubblico, via via sempre più caldo.

Ad aprire la battaglia delle gag è toccato ai Turbolenti, alle prese con i Teletubbies, poi è arrivata l’incursione demenziale di Didi Mazzilli, che ha anticipato lo sconclusionato e smemorato Onorevole Mario.

Per un attimo le parole hanno lasciato spazio all’illusionismo di Pistillo, alle prese con uno stendino, prima dell’avvento dei Gem Boy che hanno proposto due brani ironici e dissacranti, aprendo la strada alla prima uscita di Baz.

Senza soluzione di continuità è stata la volta del politico russo Leso Dubrov, prima di arrivare al pezzo forte di Ruffini: i doppiaggi cinematografici. Nemmeno il tempo di registrare una nuova incursione di Mazzilli, che sul palco è arrivata una piacevolissima sorpresa: la gag di Max Cavallari dei Fichi d’India, che orfano del suo collega spalla Bruno Arena (ancora in convalescenza per l’emorragia cerebrale), ha commosso e divertito i presenti proponendo Cappuccetto Rosso. La serata è scivolata via piacevolmente, con i Panpers, Prapapappo e Romolo Prinz, quindi gli operai Okea. Poi ancora il rapper Gabry Gabra, l’Apetta e nuovamente i torinesi Panpers. Il gran finale è stato aperto da Gianni Cyano, il nuovo personaggio di Baz, quindi ancora Max con l’altro tormentone della casalinga bergamasca, prima del commiato, animato dall’incredibile Pintus.

L’ultimo applauso, condito da qualche lacrima, è andato a Bruno Arena. Poi i riflettori si sono spenti e a notte fonda tutti sono ritornati a casa. Foto in gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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