Musica, Cinema, TV e Spettacolo

Comincia questa sera la ‘Festa di Cinema Reale’ di Specchia (LE)

Si apre questa sera, mercoledì 25 luglio, con ‘Siamo Italiani’, il documentario di Alexander J. Seiler che nel 1964 denunciò le condizioni di vita degli emigranti italiani in Svizzera, la IX edizione della ‘Festa di Cinema del Reale’ di Specchia (Lecce): l’appuntamento – ospitato in uno dei borghi più suggestivi d’Italia, e in particolare nella corte del Castello Risolo – propone fino al 28 luglio quattro giorni all’insegna del cinema più spericolato, curioso e inventivo. Più che una rassegna, una “festa di sguardi” che, attraverso proiezioni, mostre, installazioni, incontri e musica dal vivo, vuol sostenere e promuovere le narrazioni del reale e il cinema documentario realizzati in Italia, nei Paesi del Mediterraneo e in tutto il mondo.

Un film, quello di Seiler, che racconta l’intolleranza – talvolta persino la segregazione – subita dagli oltre 500mila italiani che, nel secondo dopoguerra, andarono a soddisfare il bisogno di forza lavoro dell’economia svizzera: trattati come un problema, come “non-cittadini”, come individui sporchi e pericolosi da una società che li “accolse” come un corpo estraneo.

Scriverà Max Frisch nella prefazione del libro di A. J. Seiler, Siamo italiani:

“Un piccolo popolo dominatore si vede in pericolo: volevamo braccia e sono arrivati uomini”.

Il film fu applaudito dalla critica, così ne parlò Lino Miccichè su L’Avanti:

“(…) le lunghe sequele dei nomi alla stazione svizzera d’ingresso, le file dei lavoratori seminudi che attendono la visita, il rumore infernale delle macchine del benessere svizzero che essi muovono, e del loro ritrovarsi di uomini del sud nelle strade di Basilea come fossero la «piazza» di un paese meridionale italiano, sono fatti che Seiler dà appunto come tali con un apparente distacco, che ne è la forza, con una «oggettività» che ne diventa la segreta molla emozionale”.

‘Siamo italiani’ è il primo capitolo di un dittico dedicato all’emigrazione italiana in Svizzera, che si completerà decenni più tardi con Il vento di settembre (2002, anche questo in programma nei prossimi giorni alla Festa di cinema del reale), indagine sulla cosiddetta “emigrazione di ritorno” vissuta quarant’anni dopo da chi ha deciso di lasciare la Svizzera per tornare ad Acquarica del Capo, nel Salento. Storie di anziani rientrati a casa dopo decenni di duro lavoro, che aspettano per tutto l’anno la visita dei figli rimasti in Svizzera, vivendo sulla propria pelle un nuovo, costante sradicamento. Perché lì come qui, spiega Tonuccio, «la distanza e il desiderio ti spezzano il cuore».

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere tutte le news del momento!

Seguici!!!

Resta aggiornato seguendo la nostra pagina Facebook.

Clicca MI PIACE per non visualizzare più questo popup.