Dee Alexander’s Evolution rende omaggio a James Brown al Teatro Manzoni

Già acclamata per le sue riletture e interpretazioni delle composizioni di Jimi Hendrix, la straordinaria cantante Dee Alexander inaugura un nuovo capitolo nella sua affascinante opera di esplorazione della grande tradizione popolare afroamericana.
Dee Alexander è una delle più apprezzate voci della scena di Chicago. A suo agio con tutti i generi, dal gospel al blues, dall’R&B al soul, è a confronto con il jazz che esprime al massimo tutta la potenza della sua musica. Una voce unica, che sa muoversi tra stili e generi differenti, in un dedalo di colori e umori che la rende una delle più belle realtà del canto jazz mondiale.
Oltre alla carriera come affermata leader, che in Italia è iniziata nel 2008 proprio con ‘Aperitivo in concerto‘ a fianco dell’orchestra guidata da Ernest Dawkins, è interminabile la lista delle collaborazioni che l’hanno vista protagonista, tra le atre quella con Ahmad Jamal, David Sanborn, Roy Ayers e Nicole Mitchell.
In ogni sua interpretazione la Alexsander riesce a scrivere una pagina unica grazie ad uno swing e un groove del tutto personali.
Tra i progetti che la vedono protagonista , l’Evolution Ensemble rappresenta il più importante e interessante del momento, un gruppo acustico costituito da strumenti a corde e percussioni, un quintetto in grado di muoversi con la stessa enfasi su composizioni originali e riletture famose.

“quando la gente va a sentire la James Brown Revue e la mette a confronto con gli altri concerti che ha visto capisce la differenza..
James Brown

In queste parole si intravede la vera difficoltà che il musicista incontra nello sperimentare un simile lavoro, difficoltà che non si trova nei passaggi musicali o nelle asperità ritmiche ma nella capacità di mantenere intatto il messaggio che un simbolo culturale così importante ha voluto trasmettere.

Le dirompenti pagine di James Brown, padre e pioniere nell’evoluzione della musica gospel e R&B nonché del soul e del funk, la Alexander le affronta, accompagnata da un gruppo di strumentisti di ineccepibile valore, che vede Scott Hesse alla chitarra, Junius Paul al contrabbasso, Ernie Adams alle percussioni e Tomeka Reid al violoncello, si immerge con tutta se stessa nel ritmo coinvolgente di James Bown, alternando momenti di struggente intensità a momenti di rabbiosa e graffiante esuberanza , fisicamente e spiritualmente coinvolgente, totale e totalizzante nella realtà più complessa della tradizione musicale nera in America.

Immagini in gentile concessione di Angela Bartolo

 

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