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Al Vittoriale l’improvvisazione e la magia del duo Einaudi-Fresu

Sei anni fa incantarono la platea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma nel primo concerto-esperimento insieme che suggellò un grande sodalizio artistico. Poi, le occasioni di vederli di nuovo insieme non sono state molte, fino a questa estate, in cui si sono concessi un tour. Ludovico Einaudi, uno dei pianisti e compositori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo, e Paolo Fresu,protagonista della scena jazzistica degli ultimi anni, arrivano domani sera, martedì 31 luglio, alle 21.15, al ‘Festival del Vittoriale Tener – a-mente’, per quello che è un evento già sold out (il sesto della stagione), ma per il quale, vista la richiesta, saranno disponibili domani, a partire dalla ore 18, posti di overbooking a sedere e in piedi al costo, rispettivamente, di 25 e 20 euro.

Per informazioni www.anfiteatrodelvittoriale.it oppure infoline allo 0365 20072 o al 393 5545627.

Due mondi apparentemente contrastanti, quelli dei due musicisti, eppure perfettamente fusi fra loro in quella che amano definire “magia”. Un concerto, quello al Festival del Vittoriale, che parte dal repertorio di Einaudi con brani come ‘Nuvole bianche’, ‘Fly’, ‘Uno’, per dipanarsi in un viaggio all’insegna dell’improvvisazione e della fantasia. La scrittura intensa di Einaudi, che si esprime attraverso forme minimali ed immaginifiche, e quella onirica di Fresu, si uniscono in una continua osmosi di sensazioni e suggerimenti, fino a raggiungere la dimensione perfetta dei due strumenti.

Einaudi, torinese, classe 1955, affonda le radici della propria musica nella tradizione classica con l’innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea per tessere melodie profondamente evocative e di grande impatto emotivo. Ha suonato nei maggiori teatri del mondo e, a seguito del suo ultimo album ‘Divenire’, disco d’oro in Italia, si è esibito davanti a 4000 persone alla Royal Albert Hall di Londra, dopo un tour europeo di ben 80 date. L’attività musicale di Einaudi spazia dai concerti di pianoforte solo, a collaborazioni con artisti di differente estrazione culturale, dalla musica da camera e con orchestra alla musica per il cinema.

Paolo Fresu inizia lo studio dello strumento all’età di 11 anni. Nel 1990 vince il premio ‘Top jazz’ indetto dalla rivista ‘Musica jazz’ come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio ‘Arrigo Polillo’ per il disco ‘Live in Montpellier’), nel 1996 il premio come miglior musicista europeo attraverso una sua opera della ‘Académie du jazz’ di Parigi ed il prestigioso ‘Django d’Or’come miglior musicista di jazz europeo e nel 2000 la nomination come miglior musicista internazionale. Solo i primi, in una lunga serie di riconoscimenti che proseguono nel presente musicale. Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi e molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all’estero. Nel 2010 ha aperto la sua etichetta discografica Tŭk Music e ha coordinato, inoltre, numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori e poeti, scrivendo anche musiche per film, documentari, video o per il Balletto o il Teatro. Oggi è attivo con una miriade di progetti che lo vedono impegnato per oltre duecento concerti all’anno, pressoché in ogni parte del globo. Vive tra Parigi, Bologna e la Sardegna.

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