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Domingo: “Per il nuovo album ho cercato il suono e la leggerezza”

Domenico Calabrò, in arte Domingo, è un cantante e musicista di origine calabrese ma trapiantato a Padova dal 2006. La sua attività spazia in diversi campi: è autore, chitarrista, arrangiatore, compositore, ha realizzato le musiche di spot pubblicitari, spettacoli teatrali, istallazioni multimediali e persino cortometraggi.

Nel 2005 ha pubblicato l’album Chista Maìa con un gruppo elettro-folk calabrese I Discanto. Domingo ha integralmente arrangiato l’album d’esordio di Andrea Paglianti, cantautore e autore per Mina, inoltre ha collaborato come chitarrista e arrangiatore a vari album del chitarrista fingerstyle Luca Francioso.

Lo scorso maggio 2015 è uscito il suo album d’esordio come solista I Love Domingo e il video del singolo Goal. Abbiamo colto l’occasione per fare qualche domanda a Domingo sulla sua vita artistica e il nuovo progetto discografico. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Domingo, innanzitutto benvenuto su Cube Magazine. Vorrei cominciare con il chiederti di raccontare ai nostri lettori quando e perché ti sei avvicinato all’esperienza musicale?
«Ho cominciato a suonare la chitarra a metà degli anni novanta, avevo voglia di formare una band, così ho convinto il mio amico Giuseppe a comprarsi una batteria. Il primo gruppo è stato un duo, la sala prove la camera del mio amico, non durammo tanto. Il mio paese d’origine si chiama Bagnara Calabra, durante l’adolescenza, motorini, gelati, via marina, ragazze, una piccola Los Angeles per noi. Un giorno mi chiama Giuseppe e mi dice che nel nostro paese avevano aperto una sala prove, non ci potevo credere, l’idea della piccola Los Angeles si consolidava sempre di più. Tutto è partito da quel giorno.»

La tua musica è molto varia e ricca di influenze diverse che vanno dal synth-pop al cantautorato americano. Qual è stata la tua evoluzione artistica che ti ha portato queste scelte musicali?
«Ho studiato per tanto tempo chitarra, amo il jazz e i miei modelli sono stati Pat Metheny, Bill Frisell, Django Reinhardt, ma anche Coltrane e Davis. Ho una visione piuttosto alimentare della musica, quindi come nel cibo amo la varietà in base alle necessità del mio corpo, lo stesso vale per la musica. Consapevolmente mi sono ispirato ad alcuni modelli di synth pop francese e americano, mentre durante la scrittura e l’arrangiamento ho sentito in alcune canzoni echi del Battiato ed del Battisti degli anni 80; questa cosa mi ha divertito talmente tanto che nelle canzoni in cui si percepisce questa influenza è così perchè l’ho proprio cercata.»

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La copertina dell’album di domingo

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È uscito il tuo primo album da solista nei negozi, store digitali e piattaforme streaming dal titolo I Love Domingo. Ci sono sonorità particolari molto interessanti. Chi ha lavorato agli arrangiamenti?
«I Love Domingo è arrivato nell’arco di sei mesi circa e la modalità con cui l’ho scritto è stata determinante. Tutte le canzoni sono nate davanti al computer partendo da un loop di batteria elettronica o da un singolo suono di synth. Lavorando in cuffia, ho potuto comporre di notte e in maniera energica dal punto di vista delle basi musicali, l’equalizzazione particolarmente compressa e riverberata della mia voce mi ha permesso di incastonarla nel delirio dei suoni pur mantenendo una certa intimità. Per quanto riguarda i testi, ho cercato il suono e la leggerezza, tutto le volte che sentivo pesantezza, sopratutto di contenuto, cambiavo direzione. Durante la pre-produzione non ho utilizzato la chitarra, che poi è il mio strumento principale ed anche questa scelta ha influenzato in qualche modo la scrittura. La produzione artistica del disco è stata affidata a Matteo Buzzanca ed insieme abbiamo selezionato dieci brani su trenta. Matteo è un musicista incredibile, ha una preparazione musicale a 360 gradi, passa con disinvoltura dall’elettronica alla scrittura d’archi degna dei grandi arrangiatori del passato, in più è anche un autore (Sugar) ormai affermato nel panorama italiano (Malika Ayane, Gazzè, Mengoni, Noemi, ecc). É riuscito a cogliere e non disperdere quello che c’era di buono e a cestinare, sviluppare o addirittura stravolgere le idee approssimative. Tutto sempre al servizio della musica, sembra scontato ma non lo è. Dopodichè, il prezioso contributo di Fabrizio Romagnoli al mixaggio ed al master ha chiuso il cerchio.»

L’uscita dell’album è stata anticipata dal singolo Goal, accompagnato da un bel videoclip. Usi il calcio come metafora della vita perché sei un appassionato di questo sport (se sì a chi hai dato il tuo cuore calcistico)?
«Lo sport mi piace, ma non sono un tifoso. Nel primo provino dicevo GO, quando il mio produttore Matteo Buzzanca lo ha ascoltoto mi ha detto: “Dici Goal, è più forte”.»

Guarda il video di Goal

Il video ha dell’atmosfere retrò, per me che non sono più giovane è stata una emozione vedere i VHS, le cassette musicali dalle etichette adesive con i titoli scritti a pennarello, il walkman, gli zaini dai colori vivaci. Non credi che al pubblico più giovane sia difficile comprendere una ambientazione cosi vintage?
«Per me e per molti altri è un video anni ’90, per i più giovani potrebbe sembrare anni ’80 o addirittura ’70, poco importa, è in ogni caso per tutti un viaggio nel passato.»

Cosa rappresenta il sacchettino d’acqua con il pesce rosso tipico delle fiere di paese? (Sei carino come pesce rosso!!)
«Grazie!! La fotografia è di Serena Pea, l’idea e la grafica di Stefano Scandaletti. Quando parlai a Stefano del progetto Domingo, mi propose il sacchetto con il pesce: “È pop, vintage e può diventare anche kitsch, come le vetrine dei ristoranti cinesi o i giochi a premi delle giostre.” Partendo dal pesciolino rosso poi abbiamo costruito il video del primo singolo. Goal!»

Hai affidato la regia del tuo video a Stefano Scandaletti: ottima scelta, ha lavorato con grandissimi nomi. Come è nata questa collaborazione?
«Stefano è un attore che fa il regista che sa fare la copertina di un disco che sa scrivere canzoni. Ci siamo conosciuti proprio grazie alle sue canzoni.»

Ora devo farti la solita domanda di rito: cosa c’è nel tuo futuro artistico?
 «C’è Domingo e tanti concerti spero. Ci sono i Teodorf, progetto elettro pop di Matteo Buzzanca in uscita a settembre di cui faccio parte come chitarrista e co-autore di alcuni brani.»

Per chiudere questa chiacchierata insieme vorrei chiederti: quale domanda vorresti proprio che ti fosse fatta per poter finalmente rispondere che..?
«D: C’è una domanda a cui non vorresti rispondere? R: Fatti una domanda e datti una risposta.»


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