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Dr Lonnie Smith travolge il Blue Note con un indimenticabile Hammond

Dr Lonnie Smith in concerto – foto a cura di Angela Bartolo

Ho incontrato Dr. Lonnie Smith per la prima volta molti anni fa al Blue Note e allora come ieri sono rimasta affascinata da questo meraviglioso Sik che sprigionava l’energia di un tornado.

Mercoledì sera ho ritrovato questo straordinario musicista, nuovamente al Blue Note a Milano, scopro nel documentarmi che è nato a Buffalo (NY) ed è figlio d’arte, e che evidentemente ad un certo punto della sua vita, ha scelto una spiritualità inusuale per noi occidentali, ma questo è un punto sul quale, alle domande dirette dei giornalisti risponde con un sorriso.

La storia musicale di Lonnie inizia quindi a Buffalo in giovanissima età, la sua attenzione è inizialmente rivolta al Pop, ma per una serie “casualità” Lonnie incontra il jazz e, in chiesa l’organo Hammond, affascinato da l jazz e folgorato dal suono dell’organo, comincia a recarsi ogni giorno al negozio di arti musicali di Buffalo Art Kubera solo per guardare gli organi da cui tanto era attratto.

Lonnie Simith racconta:

“Un giorno trovai il negozio chiuso e mentre me ne stavo andando il titolare mi chiamò nel retro e mi disse “Vedi quell’Organo? Prendilo è tuo” non potevo crederci, era un organo nuovo che costava un sacco di soldi. Quell’uomo per me è stato un angelo e ha completamente cambiato la mia vita.”

Così Lonnie imbocca la strada del jazz prendendo spunto da Smith e Davis, comincia a suonare un ad orecchio partendo dalle sue basi sol e pop. Da quel momento parla la storia molti dei sui dischi come ‘Afro-Desia’, ‘Move your Hand’ o ‘Finger-Lickin’ Good Soul Organ’ sono emblematici di quello che è il suo sound.

Lonnie Smith è in prima linea della scena Jazz dal 1967 e ha collaborato tra gli altri, con Lou Donaldson, David Newman, Blue Mitchell, Joe Lovano, George Benson, Jack McDuff, Dizzy Gillespie, Grover Washington Jr, Ron Carter, Jimmy McGriff, Leon Thomas, inoltre ha registrato ed è apparso in più di 70 album. E’ noto anche per le sue collaborazioni con grandi del R’n’B e del Soul come Gladys Knight, Dionne Warwick, Etta James, The Impressions e the Coasters. Recentemente è stato insignito del titolo di ‘Miglior Organista Jazz’ 2003/2004 /2005 dal Jazz Journalist Association.

Il Blue Note di Milano mercoledì sera travolto e coinvolto dal tornado che questo straordinario musicista riesce a scatenare il pubblico è rimasto per tutto il tempo del concerto completamente rapito dal suono e dall’energia di Dr Lonnie Smith, ma anche dalla straordinaria abilità di Jonathan Kreisberg alla chitarra e Johnathan Blake alla batteria, perfettamente affiatato il trio, ci ha regalato una serata senza dubbio indimenticabile.

Dr Lonnie Smith ha deciso di stupirci ancora una volta e tornando sul palco per i bis, ha collegato il bastone da ‘passeggio’ a uno spinotto trasforormandolo in uno strano strumento a percussione e regalandoci una chiusura decisamente particolare di un concerto decisamente straordinario.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Evento organizzato dal Blue Note Milano in collaborazione con Parole e Dintorni che si ringrazia per la gentile disponibilità.

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