È solo la fine del mondo: trama e recensione con Vincent Cassel e Marion Cotillard

È solo la fine del mondo, film di Xavier Dolan, esce nei cinema italiani mercoledì 7 dicembre 2016. Nel cast Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Marion Cotillard.

È solo la fine del mondo: trama

Louis è uno scrittore ed un drammaturgo affermato fuggito dalla sua famiglia e dalla sua casa da ben 12 anni. Da allora non ha più cercato di ritornare sui suoi passi, ma ora che sa di essere gravemente malato ha deciso di dare un’ultima chance ai membri della sua famiglia per vedere se lo accoglieranno come un “figliol prodigo”. Imbarcato sul primo aereo, rientra in seno alla famiglia. Sulla soglia lo accoglie l’abbraccio di Suzanne, la sorella minore che non ha mai visto crescere; Antoine, il fratello maggiore che ancora mostra vivo il senso di inferiorità e gelosia verso il fratello come hai tempi della loro infanzia; Catherine, la cognata insicura e mai conosciuta e soprattutto la madre, affatto preparata al ritorno di un figlio mai compreso. Adesso che Louis è tornato lei vorrebbe che finalmente tutto tornasse a funzionare tra i membri della famiglia, ma tra loro ci sono solo parole senza senso e sentenze senza speranza. Nessuno è veramente vicino al cuore dell’altro ed intanto qualcos’altro si appressa e non si tratta di una persona..

È solo la fine del mondo: recensione

Il film racconta la storia di Louis, scrittore di successo che torna da figliol prodigo in seno alla famiglia abbandonata 12 anni prima. Ma il suo ritorno è solo per dare una terribile notizia ai famigliari. Gaspard Ulliel interpreta molto bene questo giovane e sofferto personaggio vittima di una madre opprimente e ingombrante (Nathalie Baye). Ottime le interpretazioni anche del fratello maggiore aggressivo, scontroso e geloso (Vincent Cassel), della sorella minore abbandonata quando era troppo piccola per capire e che ora lo vede come un mito (Léa Seydoux) e dell’affascinante cognata vittima del carattere del marito (Marion Cotillard) che sembra implorare la sua pietà. Il film è tratto da una pièce teatrale del 1990 del francese Jean-Luc Lagarce, morto di AIDS nel 1995.

La pellicola è un inno all’incomunicabilità anche tra persone della stessa famiglia. La struttura narrativa è però piuttosto statica formata da dialoghi a due distinti nettamente tra loro a cui si aggiungono un paio di scene di confronto collettivo. Sono molto significative le inquadrature ed il montaggio, ma il testo pare leggermente datato. La musica ha un ruolo importante come nei precedenti lavori cinematografici di Xavier Dolan, anche se non appare più una novità visto che si tratta del sesto film del giovane regista.

È solo la fine del mondo: trailer

https://www.youtube.com/watch?v=ADt5anp7iJY

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