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Falchi: trama e recensione del film di Toni D’Angelo

Falchi è il film ambientato nella Napoli contemporanea al cinema da giovedì 2 marzo 2017. La regia è di Toni D’Angelo, il figlio del cantante napoletano Nino D’Angelo. Le musiche sono state curate dallo stesso Nino D’Angelo, mentre la sceneggiatura è stata scritta dal regista con Marcello Olivieri e Giorgio Caruso. Nel cast, oltre ai due protagonisti principali Fortunato Cerlino, Michele Riondino ci sono anche Xiaoya Ma, Pippo Delbono, Stefania Sandrelli, Aniello Arena, Fabrizia Sacchi, Gaetano Amato. Di seguito ecco la trama, recensione e trailer del film.

Falchi: Trama

Peppe e Francesco sono due amici che fanno lo stesso duro mestiere. Sono infatti agenti della sezione speciale della Squadra Mobile di Napoli i cui membri sono chiamati i Falchi, addestrati per affiancare le indagini sulla criminalità organizzata che comprende non solo la tradizionale camorra, ma anche le nuove mafie di importazione, come quella cinese. Sono guidati dall’efficiente capo della squadra Mobile, il dottor Marino, con cui hanno un rapporto molto particolare di rispetto ma anche di affezione quasi filiale. I Falchi devono pattugliare i quartieri più pericolosi di Napoli dove episodi di criminalità sono all’ordine del giorno. Peppe e Francesco sono efficientissimi e dediti al loro lavoro come fosse una missione o una vocazione. Ma questo comporta tanto stress per i due agenti speciali. Così Francesco è afflitto da una grave depressione e soffre di violenti attacchi di claustrofobia, che riesce a tenere sotto controllo abusando di psicofarmaci e droghe. Peppe invece è un uomo solitario conduce una vita estremamente isolata senza legami affettivi; abitata sulla parte di costa napoletana più degradata e quando è fuori servizio si dedica all’altra sua unica passione: addestrare cani da combattimento.

Falchi: Recensione

Il film ricorda soprattutto dal punto di vista estetico e fotografico la serie TV Gomorra, tantopiù che nei panni di Peppe c’è Fortunato Cerlino (cioè l’interprete di Don Pietro Savastano della serie tv). D’Angelo mette sul grande schermo la brutalità della esistenza quotidiana che circonda i due protagonisti con u n risultato ragguardevole grazie anche ad una bella fotografia a cura di Rocco Marra e all’equilibrato ed essenziale montaggio di Marco Spoletini. I dialoghi stessi dei personaggi sono crudi ed essenziali e a volto diventano più eloquenti e “rumorosi” i silenzi piuttosto che le parole. Anche l’atmosfera che pervade la pellicola è ben studiata per mettere a fuoco le malinconiche, i dubbi, le coscienze crudeli dei personaggi.

Falchi: Trailer

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