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Gli Incognito fanno ballare il Blue Note

Torna al Blue Note di Milano la band pioniera dell’acid jazz e lo fa con un nuovo album, ‘Surreal’, dove Bluey si avvale della collaborazione del cantante e autore tedesco Mo Brandis e della nuova voce femminile Natalie Williams nel più brillante stile Incognito.
Jean-Paul “Bluey” Maunick (chitarrista, anima e mente del gruppo) ha pubblicato, in oltre 30 anni di carriera, 15 album in studio e ha visto alternarsi negli anni decine e decine di musicisti e cantanti, sempre di altissimo valore.

La storia degli Incognito inizia nel 1979 quando Jean-Paul “Bluey” Maunick, inglese originario di Mauritius, e Paul “Tubbs” Williams creano la band. Nel 1981 pubblicano il primo album intitolato ‘Jazz Funk’.

Dopo l’esordio segue un lungo periodo di silenzio. Nel 1989 avviene la svolta decisiva per la band: in quell’anno il dj britannico Gilles Peterson crea l’etichetta discografica Talking Loud dando la possibilità agli Incognito di creare un nuovo genere musicale, l’acid jazz, del quale è ancora oggi sono i più autorevoli rappresentanti nel mondo.

Negli anni a seguire la band, caratterizzata da una continua variazione dei propri componenti, produce ben 13 album in studio ed una serie continua di tour mondiali di successo.

Nel 2010 viene pubblicato l’album ‘Transatlantic’ R.P.M., disco che vede gli Incognito collaborare con Al McKay celebre chitarrista degli Earth Wind and Fire, con Chaka Khan, Leon Ware e Mario Biondi.

Nel tempo gli Incognito hanno mantenuto fede alla loro idea musicale, ovvero quella di un sound non solo da ballare ma anche da ascoltare, che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora del soul-funk. Musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni, uno spettacolo che ha dato al numerosissimo pubblico un travaso di energia pura.

Sul palco si sono alternati momenti in cui, senza prevaricazione ed in perfetta armonia, tutti hanno dato il loro contributo, a momenti in cui alternativamente la band lasciava spazio agli assoli individuali, appassionati e coinvolgenti per le percussioni come per il sax o per i vocalist, trovando spazio anche per la breve esibizione della giovanissima figlia di Francesco Mendola (batterista) unico componete italiano del gruppo.

“Voi siete qui perchè amate la musica, perchè sapete che non esistono differenze tra noi, né nel colore della pelle, né nella religione, né nella nazionalità, perchè quello che ci unisce è la musica”

Così Bluey ha salutato il pubblico “danzante” di un Blue Note emozionato e coinvolto. Immagini e testo in gentile concessione di Angela Bartolo

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