Musica, Cinema, TV e Spettacolo

Gotye presenta il suo “Making Mirrors”

Gotye (pronunciato Gauthier) è senza dubbio uno dei nuovi fenomeni musicali di questo 2012.
Se nella sua Australia, ma anche in Inghilterra, sempre aperta a nuove sonorità, è già famoso dal 2006, grazie al suo album “Like Drawing Blood”, il nostro Paese sta conoscendo questo “artista del suono” solamente ora, grazie ai pezzi contenuti nel suo “Making Mirros”, ultimo album uscito ieri per Universal Music.

“Making Mirrors” non è solo una raccolta di canzoni, ma di suoni. Uno studio accattivante di come questi si intrecciano alla ricerca del suono perfetto. E come non parlare delle valvole e le corde del suo Lowrey Cotillion, un organo vintage acquistato per 100 dollari in un negozio di seconda mano, o della bassline, costruita campionando il Winton Musical Fence, un incredibile strumento che ha scoperto nell’outback del Queensland, composto da cinque grosse corde metalliche attaccate a dei pali di legno e a una cassa di risonanza.
Ogni nota è campionata, studiata e riproposta meticolosamente da questo artista che in America è già una celebrità al pari dei più grandi attori di Hollywood.
Ascoltare questo “Making Mirrors” non è solo un passatempo ma uno studio dai dettagli, in cui ogni singolo momento è importante. Quello proposto da Gotye è è pop nella sua forma più affinata, ma è anche e soprattutto musica elettronica con un forte impatto emotivo.

Parlando della fase di campionatura direttamente dai dischi in vinile, l’artista spiega:
“Alla fine ne ho campionati parecchi nota per nota e li ho trasformati in strumenti virtuali. E’ un’operazione lenta e talvolta laboriosa ma può modificare totalmente il suono di uno strumento e come si suona. Certo, oggi giorno online si possono comprare parecchi strumenti virtuali ma non è la stessa cosa, crearli da zero li rende più personali. In un negozio di antiquariato ho trovato un bellissimo vecchio chromaharp e l’ho ‘virtualizzato’ in questo modo. Ha acquisito il sound di un inconsueto hammer dulcimer suonato su una tastiera midi o programmato con un software”

Gotye nasce batterista e non è una novità che si esibisca nei suoi show come solista e, dietro alla sua batteria, suoni, canti ed utilizzi campionature. In “Eyes Wide Open”, il primo brano registrato per “Making Mirrors”, per la prima volta ha suonato la batteria dal vivo su un suo disco. C’è anche un pianoforte e un basso live, che si aggiungono a delle curiose field recording (ovvero registrazioni di suoni naturali).

“Ho registrato dei suoni intorno all’abitazione dei miei genitori – io che cammino lungo il sentiero, le rane in sottofondo – e li ho inseriti in maniera quasi impercettibile in diverse canzoni. Ho anche incluso l’ambiente del fienile nel background di Don’t Worry, We’ll Be Watching You. L’esempio più evidente di field recording è quello del Winton Musical Fence. Una serata piena di vento nell’outback ho suonato le corde dei pali e ho registrato il tutto su uno stereo portatile. Quella è diventata la bassline di Eyes Wide Open.”

 

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere tutte le news del momento!

Seguici!!!

Resta aggiornato seguendo la nostra pagina Facebook.

Clicca MI PIACE per non visualizzare più questo popup.