‘Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte 1’: dal 20 novembre al cinema

In uscita giovedì 20 novembre in tutte le sale italiane ‘Il canto della Rivolta – Parte 1’, il terzo film di Francis Lawrence, tratto dal fenomeno globale Hunger Games che continua ad infiammare il mondo.

Cube Magazine ha assistito alla prima nazionale svoltasi a Milano presso Spazio Cinema Anteo; ecco le nostre impressioni a caldo.

Le scene della pellicola vengono rubate ancora una volta dalla protagonista Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) ritrovatasi nel Distretto 13 dopo aver distrutto i Giochi per sempre; divisa tra lo sconforto, la svogliatezza iniziale nell’intraprendere una nuova battaglia sotto la guida della Presidente Coin (Julianne Moore) e, allo stesso tempo, il desiderio, così forte da andar contro i suoi principi, di ritrovare Peeta (Josh Hutcherson), apparentemente tenuto in pugno dal governo di Capitol City, a cui il Distretto 13 vuol far guerra servendosi dell’ascendente che la bella ghiandaia imitatrice potrebbe esercitare sulla popolazione.

Non mancano le freddure dal risvolto politico, come quella pronunciata da Effie Trinket (Elizabeth Banks):

“Nella moda il vecchio può tornare sempre di moda, come nella democrazia!”.

Una delle ragioni, infatti, su cui si basa il successo di questo film è sicuramente la sottile e talvolta molto poco celata critica alla società odierna, con un occhio di riguardo per la classe politica, coloro i quali governano i Paesi, spesso mossi da discutibili fini al costo di raggiungere il bramato obiettivo.

Nuovi coprotagonisti affiancano la già consolidata squadra di attori (tra i più noti, Stanley Tucci, Sam Claflin, Woody Harrelson, Liam Hemsworth), tra cui una troupe formata dalla giovane regista (Natalie Dormer) e dai suoi collaboratori, che seguirà Katniss &Co. durante tutto il corso del film e che sarà pronta a riprendere tutte le mosse della nostra eroina per poi trasmetterle sia ai civili del Distretto 13 che ai nemici di Capitol.

La pellicola è sicuramente meno piacevolmente spiazzante rispetto alle precedenti; nonostante ciò, non mancano scene molto avvincenti; inoltre, la sensazione di insoddisfazione che si prova all’apparizione dei titoli di coda (tra cui uno speciale tributo allo scomparso Philip Seymour Hoffman, anche lui tra i protagonisti) che caratterizza quasi tutte quelle pellicole dal seguito assicurato, è, però, particolarmente preminente alla conclusione del suddetto .

Una particolare menzione merita la colonna sonora che si compone di due album distinti: il primo è la score strumentale che accompagna le scene del film, composta da James Newton Howard (autore delle musiche di tutte le precedenti pellicole), il secondo è la soundtrack realizzata da cantanti celebri tra cui Lorde, giovane artista con alle spalle ben due Grammy Awards.

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