Il grande rock in scena al Gru Village con gli Skunk Anansie

Grugliasco (TO) – Quando c’è di mezzo Skin è meglio non dare nulla per scontato. Ogni suo concerto, quale front woman degli Skunk Anansie è un vero happening dello spettacolo, della musica e del divertimento. Così è stato anche il 23 luglio al Gru Village, dove oltre 2 mila persone hanno invaso l’arena estiva per assistere ad uno dei concerti “clou” del più bel festival estivo del Torinese.

L’apertura è stata affidata ai Blastema. I ragazzi terribili hanno contribuito a scaldare l’atmosfera, in verità già torrida per l’ondata di afa. Mezz’ora a tutto rock, prima di far lasciare spazio agli Skunk.
Un’esplosione di luci gialle ha accolto l’ingresso della band, poi è iniziato lo show di questa “belva” del palco, che per due ore ha cantato, urlato, saltato e ballato senza soluzione di continuità. Il suo amore per il pubblico e la sua necessità di entrare in contatto con i fan lo si evince fin da subito, quando sale sulle casse e va a sfiorare le mani di chi assiepa la prima fila. La sua faccia aggressiva è tutto un programma, un misto di smorfie accattivanti e cenni rassicuranti, quasi a voler far capire che lei non è cattiva, ma la disegnano così. Ma il suo contatto con la gente deve ancora raggiungere apici impensabili. Prima si mette a camminare sulla testa degli spettatori, che la reggono come un santo in una processione, poi si abbandona in un tuffo a corpo morto, per essere accolta dalle braccia protese della platea.
Il gioco di prestigio arriva alla fine, quando scende tra la folla, la arringa dicendo di piantarla con i cellulari e di godersi per almeno un minuto lo spettacolo e poi sparisce inghiottita dalla bolgia umana, per poi riapparire in piedi sul mixer, posto a 50 metri dal palco.

Lo show finisce qui? Niente affatto, Skin si tuffa ancora si fa trasportare dai suoi fan, rotolando come un crotalo pronto a mordere la preda. In tutto questo non abbiamo parlato di musica. Già perché quella non è affatto secondaria, anzi è una vera e propria libidine. La diabolica artista di colore si avvale di strumentisti a tutto tondo, come il gigante Cass, Ace o il batterista Robert Richardson, che ha due possenti braccia in grado di sfondare la batteria su cui picchia ininterrottamente.
Due ore di scaletta, con tutti, ma proprio tutti i pezzi di un repertorio lungo 20 anni: da ‘My ugly boy’, a ‘Follow me down’, per passare da ‘Twisted’ e ‘Hedonism’, tanto per citare qualche pezzo. La gente ha goduto, Skin ha goduto, noi abbiamo goduto di una serata indimenticabile.

Ringraziamo Set-Up Live, Gru Village e Adfarm per il gentile invito.

La scaletta:
Skankheads
I will break
I believed
God loves only you
Secretly
Twisted (Everyday Hurts)
I’ve had enough
My ugly boy
Weak as i am
Hedonism (Just because you feel good)
My love will fall
This is not game
I can dream
Spit you out
Because of you
Political
Charlie big potato
Bis:
Tear the place up
Follow me down
Little baby swastika

Immagini a cura di Vincenzo Nicolello in gentile concessione

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