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Il labirinto del silenzio: al cinema il film che racconta i crimini delle SS

Il labirinto del silenzio esce oggi 14 gennaio 2016 nelle sale cinematografiche italiane. Il film segna l’esordio alla regia di Giulio Ricciarelli, giovane regista di origine italiana nazionalizzato tedesco, e narra una storia basata su fatti realmente accaduti nella Germania degli anni ’50. La pellicola, presentata in anteprima al Toronto International Film Festival, fa parte della “Short List” per rappresentare la Germania ai premi Oscar 2016 per il miglior film straniero.

Il labirinto del silenzio, Trama del film

Johann Radmann, un giovane procuratore legale, scopre in alcuni documenti dei riferimenti contro noti personaggi pubblici che avevano prestato servizio ad Auschwitz. Il giovane procuratore è un ragazzo abituato a rispettare e seguire i principi imparati da suo padre (morto in guerra) gli aveva insegnato e che aveva scritto su una vecchia foto “fare sempre quello che è giusto”. Thomas Gnielka, un giornalista anarchico, contatta Johann Radmann per fargli conoscere Simon, un artista ebreo sopravvissuto ad Auschwitz e le due figlie gemelle, torturate dal dottor morte Josef Mengele per i terribili e crudeli esperimenti e test fatti sui gemelli. Il giovane procuratore commosso dalla storia decide di indagare e chiede aiuto al procuratore generale, Fritz Bauer. Man mano che procede la raccolta di materiale e testimonianze emerge la ricostruzione dell’orrore di Auschwitz e il giovane procuratore rasenta l’esaurimento nervoso.

Il labirinto del silenzio, Recensione

La Shoah continua ad essere un argomento di interesse e Il labirinto del silenzio è un film che il regista Giulio Ricciarelli usa come se fosse esso stesso un metodo d’investigazione ponendo l’accento non sulla visione delle sofferenze e delle crudeltà, ma sulla potenza del racconto e delle parole. Oggi la Germania ha riconosciuto la propria responsabilità per la Shoah, ma non è stato così fino al 1958, quando la verità ha cominciato ad emergere grazie all’intervento di una commissione incaricata di indagare sui crimini di guerra e sui criminali nazisti. La storia che unisce personaggi reali come il giornalista Thomas Gnielka e il procuratore Fritz Bauer, a soggetti inventati, permette al regista di rappresentare anche il dramma giuridico e personale dei protagonisti e il film può essere definito quasi un dossier che tratta una pagina di storia terribile in maniera equilibrata ma efficace.

Il protagonista ben interpretato da Alexander Fehling, si fa carico del passato di una intera nazione, travolto dall’omertà di un paese che credeva essere “il paese migliore del mondo” (come sente cantare dai bambini nel cortile di una scuola elementare). Convinto di indagare su un omicidio, Johann Radmann viene travolto dalla realtà dello sterminio di massa e dà il via a quello che, dopo il processo Eichmann a Gerusalemme e vent’anni dopo il processo di Norimberga, viene definito il “secondo processo di Auschwitz”. Il labirinto del silenzio, attraverso i personaggi che rappresenta e in particolare attraverso la figura di Simon, affronta le vergogne del passato e sensibilizza sulla superficialità del presente mettendo l’accento anche sullo stato di isolamento dei sopravvissuti, della loro difficile integrazione sia in Germania sia in Israele. Ma il film mostra la potenza della parola che riesce a rompere il silenzio ed è una voce che consigliamo a tutti di “ascoltare”.

Il labirinto del silenzio, Trailer italiano


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