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Il mito di ‘The Wall’ rivive allo Stadio Euganeo con Roger Waters

Padova – Semplice concept album o opera rock? La linea che separa i due descrittori è davvero sottile. Tuttavia se andiamo ad esaminare quante copie di The Wall dei Pink Floyd sono state vendute nel mondo e quanta gente continua ad affollare le platee per vedere la proposizione live del disco, allora ci sentiamo di propendere per la seconda ipotesi e, soprattutto, a 33 anni dalla sua uscita, di aggiungere che questo lavoro rappresenta un vero e proprio classico della musica di tutti i tempi
Roger Waters, sa perfettamente queste cose e quindi non stupisce che continui a cavalcare questo album, proponendo uno spettacolo sontuoso, che raccoglie sold out un po’ dappertutto.

Così è avvenuto venerdì 26 allo Stadio Euganeo di Padova, dove erano presenti 46 mila persone, ansiose di vedere un monumentale allestimento ed una produzione incredibile. Il palco di questo tour negli stadi ha un fronte di oltre 70 metri ed un’altezza di 30. Gli effetti speciali non si contano. Si va dai raggi laser ai fuochi d’artifico, dai mastodontici gonfiabili ai giochi di prestigio con apparizioni e sparizioni dello stesso Roger Waters ed anche aeroplani che planano sulla testa degli spettatori.
Perno centrale è ovviamente il muro che viene costruito pezzo a pezzo, fino ad occupare completamente il palco, nascondendo la band e la scenografia. Un muro che è un vero e proprio gioiello di tecnologia, perché di fatto è un immenso display a cristalli liquidi, su cui vengono proiettate le immagini tratte dal film ‘The Wall’ del regista Alan Parker, con le animazioni di Gerald Scarfe.

Lo show è suddiviso in due parti, in cui Waters è davvero l’unico compiaciuto protagonista, accompagnato saltuariamente da comprimari, seppure di prestigio. Un’esplosione di musica in dolby 5.1, con gli effetti sonori che piovono da tutte le parti dello stadio. Una perfezione unica, che tuttavia inciampa nel più incredibile dei problemi tecnici: durante ‘Nobody’s Home’ il radiomicrofono che smette di funzionare, facendo imbufalire l’artista.
Dopo due ore di orgasmo psichedelico arriva il grande momento: il crollo del muro e subito dopo il commiato con la band che esce alla spicicolata. Si spengono i riflettori e la gente va a casa soddisfatta. Il mitico Waters ha fatto ancora una volta centro.

Immagini e Testo a cura di Vincenzo Nicolello in gentile concessione

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