Musica, Cinema, TV e Spettacolo

Il Permesso – 48 ore fuori: trama e recensione film di Claudio Amendola con Luca Argentero

Esce al cinema giovedì 30 marzo 2017 il film Il permesso – 48 ore fuori, diretto ed interpretato da Claudio Amendola alla sua seconda esperienza dietro la camera. Il film è interpretato anche da Luca Argentero, Giacomo Ferrara, Valentina Bellè, Antonino Iuorio. Di seguito ecco la trama, la nostra recensione e il trailer.

Il permesso – 48 ore fuori: Trama

Quattro detenuti nel carcere di Civitavecchia ottengono un permesso di uscita di 48. Sono Rossana, 25 anni, arrestata per traffico di cocaina; Luigi condannato per duplice omicidio in carcere da 17 anni di pena; Angelo un ragazzo di 25 anni in prigione per una rapina; Donato, 35 anni, unico ad essere stato condannato anche se non colpevole. Ora che sono fuori devono decidere in che modo spendere il poco tempo che gli è stato concesso. Vendetta, redenzione, riscatto, amore: ognuno di loro dovrà fare i conti con il mondo che è cambiato mentre erano dentro. Hanno storie, età e culture differenti ma il loro destino è comune racchiuso in quel luogo che solo temporaneamente hanno lasciato.

Il permesso – 48 ore fuori: Recensione

Claudio Amendola affronta in questo suo secondo lavoro da regista un tema molto diverso da quello della sua commedia d’esordio (La mossa del pinguino). La narrazione si incentra su quattro storie vere di detenuti, tre uomini e una donna, ai quali viene concesso dal Giudice di Sorveglianza un permesso di uscita dal carcere, della durata di 48 ore. La sceneggiatura scritta da Roberto Jannone e Giancarlo De Cataldo ha prodotto un noir estremamente duro, un genere molto amato da Amendola, con delle sfumature di tipo sociale. Il regista e gli sceneggiatori hanno il merito di aver descritto i personaggi con estremo realismo, mostrando le loro contraddizioni, le paure, la disperazione e la tentazione della fuga e ponendo al centro della narrazione la sincerità dei sentimenti positivi di ciascuno dei protagonisti: l’amore di un padre per il figlio, l’amore per una donna, per gli amici, ma soprattutto la ricerca di una dignità personale e di un orgoglio perduti o forse mai esistiti. Se la stesura della storia è ben scritta, la traduzione interpretativa è eccelsa in particolare l’incredibile performance di Luca Argentero che si è superato. Stupendo e molto curato il lavoro fatto da Maurizio Calvesi, che usato la luce con sfumature diverse per i quattro protagonisti contribuendo alla riuscita della definizione dei personaggi. Il regista in una intervista si è espresso in questi termine in merito al film:

Valentina Bellè e Giacomo Ferrara hanno regalato ai loro personaggi qualcosa in più di quanto avevamo scritto, li hanno resi veri e vivi, mettendoci tantissimo impegno e tanta anima: li ringrazio per questo. Un discorso a parte merita Luca Argentero, che ha accettato la scommessa di uscire da personaggi che ormai conosce alla perfezione per affrontare un ruolo difficile e rischioso; lo ha fatto nel migliore dei modi con grandi sacrifici e dedizione e ha centrato in pieno l’obbiettivo. Una nota particolare la voglio dedicare al montaggio di Roberto Siciliano. La struttura della sceneggiatura ci permetteva di “giocare” con il montaggio ed è stato un lavoro molto istruttivo. Per me è stata una grande esperienza che, ancora una volta, mi ha ricordato l’immensa fortuna che abbiamo noi che facciamo questo mestiere.

Il permesso – 48 ore fuori: trailer

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere tutte le news del momento!

Seguici!!!

Resta aggiornato seguendo la nostra pagina Facebook.

Clicca MI PIACE per non visualizzare più questo popup.