In 50.000 per salutare Lucio Dalla..

Una Bologna così silenziosa era da tempo che non si sentiva. Ma di fronte alla morte di uno degli artisti bandiera di questa città, quello che era facile incontrare per strada, che si fermava a bere un caffè, che non si comportava da “star”, ma che era rimasto l’uomo umile di sempre, era impossibile non tacere.
Alle 16.00 di ieri pomeriggio erano in 50.000 di fronte alla Basilica di San Petronio, tutti così surrealmente silenziosi, per salutare Lucio Dalla, “uno di noi”.
Marco Alemanno, compagno dell’artista, legge il testo de “Le Rondini” con la voce spezzata dalla commozione, aggiungendo poche parole al testo, perchè non ci sono parole per spiegare l’amore, per spiegare il dolore.
“Una splendida dichiarazione d’amore” si legge sui forum dei fan. Lo è stata.
Marco, quel ragazzo di 32 anni, che tutti sapevano abitava a casa Dalla, ma nessuno s’era mai preoccupato di dare una spiegazione pubblica a questo rapporto, una sorta di “si sa ma non si dice” che metteva tutti daccordo.

Erano tante le facce conosciute a Bologna, ieri. Artisti coetanei dell’artista, ma anche i giovani. Perchè Lucio credeva nei giovani.
I colleghi di sempre, Arbore e Vecchioni, Jovanotti e Renato Zero, Casini e Luca di Montezemolo, Ramazzotti e Minghi, Grignani e Carboni, Fortis e il concittadino Cesare Cremonini, erano tutti lì per salutare Lucio nel suo ultimo viaggio.
E quando Lucio se n’è già andato, nell’aria di Piazza Maggiore ancora risuonano le parole di Marco, quella poesia spezzata dall’emozione e dal dolore, accompagnata da quel “Non posso che dirgli, insieme a voi, grazie..” che tutti quanti abbiamo condiviso.
Ciao Lucio, riposa in pace.

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere tutte le news del momento!

Potrebbe piacerti anche Altri dell'autore

Seguici!!!

Resta aggiornato seguendo la nostra pagina Facebook.

Clicca MI PIACE per non visualizzare più questo popup.