Intervista a Danila Satragno, tra jazz ed insegnamento

L’anno accademico è alle porte, ed all’Artskool di Milano (che ha sede nello studio dei Pooh) ci si prepara ad accogliere nuovi e vecchi alunni, oltre che a presentare il programma del nuovo ciclo di studi. In questa occasione, Cube Magazine ha scambiato quattro chiacchiere con Danila Satragno, apprezzata cantante jazz ed insegnante di molte star della musica italiana, che ha ideato il metodo Vocal Care, la prima metodologia interamente Made in Italy che si basa sul benessere della voce, legata anche al benessere del corpo.

CM: Buongiorno Danila, innanzitutto grazie per averci dedicato un po’ del suo prezioso tempo. Siamo curiosi di sapere qualcosa in più di questo metodo Vocal Care. Su cosa si basa di preciso? Ci racconta qualcosa in più?
Danila Satragno: “Il vocal care è stato considerato dai piu grandi artisti italiani ed internazionali come un metodo veramente all’avanguardia, che riesce a fornire al cantante un perfetto controllo vocale consentendo cosi alla voce di emozionare e conquistare il cuore del pubblico. Si basa su una serie di allenamenti condivisi con il grande foniatra Dott. Franco Fussi, sulla cura del corpo e della postura, della respirazione con l’introduzione della biomeccanica respiratoria, e si avvale dell’utilizzo di macchinari scientifici all’avanguardia per il benessere fisico e psicologico con personale altamente qualificato sulla gestione emozionale e quindi sulla capacità di comunicazione dell’artista: che sfocia nel successo”.

CM: Nell’era delle app, non poteva mancare un’applicazione dedicata al canto. Sappiamo che ha lanciato il Voice Tuner, ci racconti come è nata l’idea e come è stata accolta dal “pubblico”?
DS: “L’app è stata accolta con grande successo, infatti siamo rimasti primi in classifica sulla piattaforma app store per diverse settimane; infatti stiamo già programmando la seconda versione dell’app. L’idea è nata dalla voglia di dare possibilità a tutti di poter lavorare facilmente sul controllo della propria voce parlata e cantata come fu spiegato al lancio sul TG 1”.

CM: Lei è una cantante jazz di professione, ma cosa l’ha spinta verso l’insegnamento?
DS: “Avendo seguito sempre un percorso didattico conseguendo diverse lauree in musica, credo nell’utilità dello studio, e mi consente di dare ai ragazzi quello che avrei voluto trovare io quando ho iniziato la mia carriera, sopratuttto perché in gioventù ho trovato difficoltoso trovare la mia strada”.

CM: Tra i suoi allievi ci sono dei nomi davvero celebri (tra gli altri Giuliano Sangiorgi, Annalisa Scarrone). Che consiglio si sente di dare ai giovani che intraprendono questo percorso?
DS: “Fondamentalmente di essere preparati al momento in cui passa il “treno del successo”, e rendersi competitivi per vedere realizzato il proprio sogno”.

CM: Da insegnante, cosa ne pensa dei numerosi talent show?
DS: “I talent show hanno dato possibilità a molti giovani di farsi notare, l’unico pericolo è che si trovino troppo velocemente con una realta professionale che non sono in grado di gestire serenamente, e da qui l’impossibilita di fare una carriera lunga nel tempo come accadeva una volta”.

CM: Abbiamo avuto occasione di fotografarla a Luglio, quando – nell’ambito della rassegna ‘Il Ritmo delle Città’ – si è esibita al Castello Sforzesco di Milano, proponendo alcuni classici del jazz. Il jazz è un genere che, soprattutto in Italia, non è considerato “per tutti”. Dal suo punto di vista, come vede questa “diffidenza”?
DS: “Io credo invece che il jazz sia un linguaggio e un modo di esprimersi, quindi se possibile esprimere uno stesso concetto con diverse lingue, sarà possibile anche comunicare un motivo musicale con un canale e codice diverso, credo che tutta la musica possa essere tradotta in Jazz, e nella mia follia ho cantato arie di W.A.Mozart e F.Shubert al più importante festival di musica da camera ad Asolo e sono stata accolta con grande calore dai più conservatoristi. Ho inciso anche un album di Canzoni piu famose del Festival si Sanremo con Jazzisti straordinari”.

CM: Appunto, a febbraio 2013 è uscito l’album ‘Sanremo In Jazz’ e poi il disco natalizio ‘Christmas in Jazz’. Sta già lavorando ad un seguito? O ha altri progetti per il futuro?
DS: “Si voglio fare un grande omaggio ad un’artista con cui ho avuto di lavorare per tanti anni che ha lasciato in me un grande segno umano e musicale , il grande Faber (Fabrizio De’ Andrè)”.

Un ringraziamento particolare a Danila Satragno ed ad Alessandra Bosi di Parole & Dintorni per la disponibilità.

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