Intervista a Ics: ‘Nel 2013 un nuovo cd al fianco di Morgan’

Entrare in una trasmissione come X Factor 6 da perfetto sconosciuto (o quasi) ed uscirne con la gente che ti ferma e ti chiede l’autografo è un’esperienza unica. La stessa che ha vissuto Alessandro Grimaldini in arte Ics, così come tutti hanno imparato a conoscerlo. Abbiamo incontrato questo ragazzone bolognese a Gru Village, lo spazio musicale allestito dal centro commerciale Le Gru a margine dello spettacolo ‘Xfactor a Winter Le Gru’, nel corso del quale si è esibito al fianco di altri concorrenti della trasmissione. Prima di salire sul palco ci ha concesso questa intervista.

Cube Magazine: Alessandro, fin dai primi provini per X Factor 6 è emersa una tua grande determinazione e la voglia di emergere, quasi fosse uno spirito di rivalsa nei confronti di chi non credeva in te. Ma davvero c’è tutto questo scetticismo nei tuoi confronti?
Ics: Credo che non ci fosse una sola persona che credesse in me. All’inizio solo Morgan ha dimostrato di voler scommettere nelle mie capacità. Credo che dopo il primo provino nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di me. Per essere onesto nemmeno io. Mi sono presentato con un atteggiamento che avrebbe potuto dare fastidio, quello di una persona che odia il prossimo per essere stato trattato male in passato. Quindi mi sono presentato ai provini con un armatura preventiva. Mi sono detto: se faccio lo “stronzo” io per prima, forse gli altri dovranno rispettarmi.

CM: Poi il tuo atteggiamento è cambiato…
Ics: In effetti nel momento in cui Morgan ha saputo guardare all’interno della mia armatura, mi sono reso conto che non avevo più nulla da temere e sono diventato l’Ics di sempre, quello che ha piacere di stare con la gente.

CM: Il fatto di esserti presentato con il nome d’arte Morgan Ics aveva come obiettivo quello di intenerire il giudice omonimo?
Ics: Ma no. In effetti era da qualche tempo che usavo questo nome e al di là di tutto l’ho scelto semplicemente perché mi piaceva. Il fatto che Morgan fosse giudice non c’entra assolutamente nulla.

CM: E l’idea di “cancellarlo” per lasciare solo Ics a chi è venuta?
Ics: È venuta dopo un confronto con il giudice e per evitare un caso di omonimia. In trasmissione sarebbe stato difficile capire di chi si stesse parlando.

CM: Cosa è cambiato in questi ultimi due mesi nella tua vita?
Ics: Tanto, se non tutto. Ero un ragazzo comune che non veniva considerato, mentre oggi sono conosciuto e fermato per strada. E’ una grande soddisfazione ricevere complimenti, richieste di foto e di autografi. Molta gente mi ha preso come esempio di tenacia, perché ha visto in me uno di loro, che è riuscito a raggiungere un piccolo obiettivo, grazie all’impegno e alla costanza. Penso di essere un esempio pratico del detto: crederci ripaga sempre.

CM: Nell’intervista di presentazione a X Factor hai detto che vorresti aver vissuto gli anni ‘70 da cosa deriva questa aspirazione?
Ics: Perché credo che dal punto di vista musicale sia l’epoca migliore del secolo scorso.  Gli artisti avevano voglia di cambiare e sperimentare. In quegli anni suonavano i Led Zeppelin, i King Crimson e tante altre band che amo alla follia. A differenza di altri periodi, in cui prevaleva l’istinto della protesta, negli anni ‘70 prevalevano la positività e l’allegria. La stessa disco music proposta presupponeva la capacità di saper suonare. La dance era innanzitutto musica. Tanto per fare un esempio penso ai Bee Gees, che erano davvero bravi, proponendo funk, soul, rock. Anche sul finire del decennio, quando questo movimento andava scemando è apparsa la prima ondata di disk jockey che proponevano lo scratch, la base di partenza per il mio grande amore: l’hip hop.

CM: Hai dichiarato anche che vorresti la pelle nera.
Ics: Vorrei la pelle nera perché la razza nera ha sempre avuto un grande istinto musicale a differenza di altri. In ricchezza o in povertà hanno la musica che li accompagna. Se vai in Africa trovi il tribalismo, in Brasile riescono a suonare con un cucchiaio ed un barattolo. Il Samba lo suonano con le pentole. E’ un mondo diverso.

CM: Ics tu sei un grande appassionato di musica e hai dichiarato di aver suonato e ballato ogni genere. Perché alla fine hai deciso che il rap-hip hop è il tuo vero amore?
Ics: Questo amore è venuto fuori ai tempi delle scuole superiori. Frequentando l’istituto d’arte ho potuto vivere diverse influenze musicali. Quando ho visto che i miei compagni più grandi che stavano scoprendo il rap mi sono appassionato. Allora avevo 15-16 anni e da quel momento ho continuato a seguire questo movimento.

CM: La tua musica ha tante contaminazioni però.
Ics: Con il tempo ho imparato a non fissarmi su un genere in particolare, infatti il mio hip-hop è stato contaminato da tanto altro, ma credo che questo avvenga anche per tanti altri artisti.

CM: L’ultima domanda riguarda il tuo domani. Oggi hai raggiunto un po’ di notorietà ma quali sono le tue prospettive future?
Ics: Il 2013 sarà l’anno in cui lavorerò per produrre un disco nuovo. Non sarà un semplice EP ma un cd a tutti gli effetti. Al mio fianco mi ritroverò Gaetano Cappa, che è stato il mio vocal coach di X Factor e “don” Marco Castoldi in arte Morgan. Lavorare ancora insieme con lui è bello, soprattutto perché è stato lui a richiedermelo. Sapere che il maestro cerca l’allievo mi riempie davvero di autostima.

Alessandro Grimaldini (in arte Ics) nasce il 19 maggio 1983 in provincia di Bologna. La musica è sempre stata al centro dei suoi interessi: i suoi genitori hanno sempre acquistato dischi e lui è cresciuto tra i Queen e la disco music. Frequentando l’Istituto d’Arte è entrato in contatto con la cultura hip hop e ha capito che quella era la sua strada. Ama mescolare generi diversi e inserire il rap anche dove sembrerebbe impensabile. Il percorso a X Factor lo ha aiutato a ottenere la più grande vittoria della sua vita: far ricredere chi finora non aveva mai creduto nelle sue capacità. Alle audizioni si è presentato come Morgan Ics e grazie alle sue capacità di entertainer ha ricevuto i favori del pubblico piazzandosi secondo, dietro Chiara Galiazzo. Il brano inedito portato sul palco del talent è ‘L’autostima (Di prima mattina)’ scritto da Morgan e dal vocal coach Gaetano Cappa. A dicembre è uscito l’Ep omonimo, che contiene oltre all’inedito una raccolta dei brani cantati durante X Factor.

Intervista e immagini in gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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