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Intervista a Migaso & I Briganti, dalla Francia un’anima tutta italiana!

Migaso nasce in Francia ma è calabrese nell’anima e cresce a pane e musica. I suoi idoli sono Jimi Hendrix e Joe Satriani, oltre che gli Iron Maiden. Inizia a suonare la chitarra classica a 19 anni ed avvia il progetto con la band I Briganti (il bassista Nicolas Borg, il batterista Benjamin Corbeil e il tastierista Matthieu Lesenechal), con i quali ha pubblicato un album, ‘Migasolandia’ uscito nel 2007 e qualche giorno fa – il 24 Settembre – è uscito il secondo disco, ‘Luminescenza’.
Un album interamente cantato in italiano, che mischia sonorità rock con il blues, fino all’elettronica e che si fa portavoce della musica italiana in Europa, più precisamente in Francia, dove Migaso & I Briganti hanno anche aperto il concerto dei Litfiba all’Elisée Montmartre di Parigi.
Abbiamo avuto occasione di scambiare qualche battuta con gli artisti per scoprire qualcosa in più di questo nuovo disco e come nasce la loro musica..

D: Ciao ragazzi, grazie mille per la vostra disponibilità. Il 24 Settembre è uscito il vostro secondo disco ‘Luminescenza’, ci spiegate innanzitutto da dove arriva questo titolo?
Migaso: “Ciao Francesco, piacere di fare la tua conoscenza. A dire la verità, il titolo ufficiale dell’album era inizialmente ‘SONOLUMINESCENZA’. Per definizione, la sonoluminescenza, è una reazione fisica che avviene in natura quando un’ onda sonora colpisce un liquido o la materia in modo tale da creare piccoli fulmini di luce. Per creare questo fenomeno, dove la musica influisce sulla materia e crea la luce, bisogna riunire varie condizioni.
Dopo un’attenta riflessione sono giunto alla conclusione che fosse più opportuno eliminare il ‘SONO’. Questo perché non volevo che la gente potesse pensare che sono un egocentrico interpretando questa parola come “io sono la Luminescenza”. La mia idea era quella di spiegare che attraverso le onde, le vibrazioni, la musica, si può creare la luce a partire dalla materia”.

D: Cosa è cambiato dal primo disco del 2007 ‘Migasolandia’?
M: “Tante cose! ‘Migasolandia’ è un primo album che ho dovuto registrare in fretta, in condizioni non proprio ottimali e con una squadra che mi era stata imposta… Ero più giovane. Al livello artistico ‘Luminescenza’ è più compatto, coerente, maturo e sono riuscito ad andare in fondo a quello che volevo esprimere. Anche il line up della band per esempio è cambiato da quell’epoca dove eravamo un power trio. ‘Luminescenza’ è un album più realista nel contenuto e i testi sono impregnati di numerose licenze poetiche. Per sintetizzare, con ‘Luminescenza’ sono riuscito ad avere la libertà di espressione che cercavo”.

D: Per presentare il disco avete scelto il singolo ‘Inferno – La libertà non Ha Prezzo’, una versione remix di una delle tracce contenute nel disco, ‘Inferno’ appunto. Ci spiegate da dove arriva questa scelta insolita?
M: “Come tutte le belle cose questo Remix è nato da un incontro. Un incontro in studio, durante una delle mie registrazioni, con un artista Francese dal look americano e di origine Italiane : Feerkins. Abbiamo due stili opposti ma molto complementari. Siamo legati tutt’ora da un’ amicizia e ad oggi lavoriamo assieme anche per altri artisti in Europa. Questa collaborazione è una specie di anteprima del futuro terzo album… Un brano di transizione”.

D: Migaso, ho letto che tu sei nato e vissuto in Francia, ma nella tua musica emergono le tue origini italiane e calabresi. Tutto il gruppo registra e viene promosso specialmente in Francia, quindi mi chiedo, da cosa è scaturita l’idea di questa sfida, di proporre musica cantata totalmente in italiano in un altro Paese?
M: “Le mie motivazioni sono diverse. Prima di tutto perché sono molto attaccato alle mie origini ed è per me un modo per non dimenticarmi da dove vengo e chi sono. Poi perché la lingua Italiana è la lingua del canto! Possiedo la fortuna di poter usare una lingua cosi bella e musicale che corrisponde oltre tutto anche alla mia cultura, allora perché no? A livello fisico la banda di frequenza della lingua Italiana è molto più larga di quella Francese. Poi mi chiederai : “e l’inglese?” Beh ti risponderò che non sono inglese… Perché dovrei mentire a me stesso e alla gente?
Mi è piaciuto molto il fatto che hai usato la parola sfida. Con il tempo, più che cantare in Italiano, è diventato per me un modo per affermare il mio essere diverso e la mia libertà di pensiero contro un sistema che vuole importi il modo in cui devi comportarti. Il discorso è diventato più ampio, oggi mi sento come un portavoce della diversità culturale e musicale. Addirittura in Francia ci considerano come ambasciatori della lingua Italiana!”

D: Essendo voi musicisti totalmente indipendenti, pensate sia più facile promuovere la musica in Francia oppure in Italia?
M: “E’ una domanda molto complessa perché il mercato Francese e Italiano sono molto diversi tra loro. Per esempio in Francia esiste una legge che obbliga le radio e le TV a diffondere un quota del 40% di musica francese. Questo meccanismo serve a proteggere gli artisti che cantano in francese contro l’invasione inglese. In Italia ciò non esiste e da quanto mi hanno detto attualmente la lingua padrona delle onde Italiane è proprio l’inglese. E’ proprio questo che rende molto difficile l’inserimento di nuovi artisti emergenti che cantano in Italiano. In Francia la difficoltà che riscontro risiede principalmente nel fatto che canto in Italiano. Ma oggi le cose sembrano cambiare perché la gente è incuriosita dal fatto che canto in Italiano e dal fatto che siamo diversi. “Ma chi è sto pazzo che vuole cantare in Italiano?”

D: Quanto è importante per voi l’aspetto live della vostra musica?
M: “Per me la musica è vibrazione, è vita. “Dal vivo” in inglese si dice “live” se non sbaglio? Il live è il momento in cui sei contemporaneamente confrontato a te stesso e stai li in piedi di fronte ad un pubblico. Questo incontro è un’ esperienza fisica e psicologica fantastica che ti offre la ricompensa di tutto il lavoro che è stato fatto per poter presentare la performance”.

D: Ora una domanda che vi metterà in difficoltà: meglio il pubblico italiano o quello francese? Attenti a come rispondete!!! :P
M: “Uso il jolly ! No, scherzo ;)  Non so se posso risponderti cosi, ma quando gioca la nazionale Italiana contro la Francia tifo Italia! Va beh Ok ho capito non c’entra nulla!! Dai seriamente, direi che non è una questione di nazionalità ma piuttosto di localizzazione geografica e di regione. Il comportamento del pubblico è un fenomeno più locale che viene influenzato anche dall’ambiente e dalla sala di concerto nella quale suoni. Voglio raccontarvi un aneddoto. Una notte abbiamo suonato su una nave (La Marquise) à Lyon. C’erano anche altri gruppi francesi in programmazione quella sera; la sala di concerto era piena e molto umida perché fuori pioveva e la gente si muoveva cosi tanto che pensavo che quella nave sarebbe affondata! Alle 23, quando arrivò il nostro turno, la gente aveva iniziato ad andarsene. Ho dunque cambiato maglietta all’ultimo momento per indossarne una della nazionale di calcio Italiana (quella aderente). Quella sera il Lyon incontrava la fiorentina in coppa europea e la Fiorentina vinse la partita! Tutto ciò poco prima di salire sul palco! Siamo dunque saliti sul palco e i miei musicisti mi guardavano strano… Appena il pubblico francese mi vide con la maglietta dell’ Italia si girò e mi guardò con uno sguardo molto aggressivo. Avevano deciso di rimanere ad ascoltare… Visto che stavano in silenzio io gli gridai: “Ma dove è finito il Lyon e chi sono i campioni del mondo ?!”. Il pubblico iniziò ad innervosirsi moltissimo e prese ad insultarci, ma io feci segno ai Briganti di iniziare il nostro set. Il risultato della serata fu che siamo riusciti a conquistare quel pubblico che all’inizio se ne stava andando, facendoci anche qualche amico del Lyon FC attorno ad una birra e una discussione di calcio. Alla fine del concerto comunque i miei musicisti mi fecero promettere di non farlo mai più!”

D: Dopo l’uscita del disco, partirete in tour? E, soprattutto, verrete in Italia per presentare dal vivo il disco?
M: “Stiamo organizzando un tour europeo per la promo di ‘Luminescenza’ e ci piacerebbe veramente suonare in Italia e condividere con voi la nostra musica. Anche perché cantiamo in Italiano e sarebbe strano fare concerti in tutta l’Europa e non essere invitati in Italia, non trovate?”

D: Esattamente. In bocca al lupo ragazzi, speriamo di vedervi presto live in Italia!
M: “Crepi ! Lo speriamo anche noi!”

Un ringraziamento particolare a Migaso & I Briganti per la loro simpatia e disponibilità

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