Intervista a Roberta Carrieri: ‘Vi accompagno nella mia Relazione Complicata’

E’ un’artista eccentrica, provocativa, poliedrica e – soprattutto – di grande talento, che ha potuto sviluppare nelle numerose esperienze artistiche sia in campo musicale che teatrale. Il suo nome è Roberta Carrieri, ed oggi ci presenta il suo secondo album da solista ‘Relazione Complicata’, uscito lo scorso 26 Febbraio. 13 tracce totalmente inedite, che Roberta descrive come “dodici canzoni d’amore più una ninna nanna”, tra cui possiamo trovare diverse collaborazioni di tutto rispetto: dai Rock’n Roll Kamikazes, nuova formazione in cui milita l’ex Hormonauts Andy MacFarlane, alle voci dei brasiliani Selton e Aldebran dei Bloody Mary.

Ma scopriamo di più su questa giovane artista, pronta a raccontarci la sua ‘Relazione Complicata’…

D. Ciao Roberta, innanzitutto ti ringraziamo per la disponibilità. Partiamo subito col presentare il tuo nuovo album ‘Relazione Complicata’, un mix di canzoni d’amore che però viene visto da diversi punti di vista. Quanto è importante l’amore nella tua vita?
R. “Grazie a voi per la vostra! L’amore insieme alla musica e alla fantasia è tra i primi posti della mia classifica personale, d’ altra parte come si potrebbe vivere senza amore? È la base della vita e ne è il motore”.

D. Si può dire che, nella maggior parte delle tue canzoni, viene preso in esame il lato “ironico” dell’amore. Una scelta molto originale, se si pensa che nella maggior parte della musica italiana, l’amore è visto più dal punto di vista romantico. Cosa ti ha portato a questa scelta?
R. “La necessità di sorridere. Credo che l’ironia sia un punto di vista interessantissimo per guardare le cose e raccontarle. Prendendo le distanze e sorridendo si riesce a dare una visione più ricca di sfumature. Poi, a mio parere, se ci si prende troppo sul serio non ci si diverte e non si progredisce”.

D. Nell’album si parla anche di molte tue esperienze personali, di viaggi che hai fatto e che hanno cambiato la tua vita. Quanto è importante per te viaggiare e vedere nuovi luoghi e culture? E quanto questo ha influenzato la tua vita artistica?
R. “È importantissimo, sono sempre stata un po’ nomade per natura, perchè di indole molto curiosa. Mi piace incontrare nuove culture e impararne le lingue (ne so parlare più o meno bene 4, più alcuni dialetti). Naturalmente questo influenza la mia vita artistica sia nella scrittura dei testi, vedi il brano ‘Amtrack’ che parla di un viaggio di 16 ore in treno da Los Angeles ad Albuquerque, o Cadillac che parla di una proposta di matrimonio con anello di diamanti che ho ricevuto in Yutah qualche anno fa e che ho rifiutato, sia nella stesura musicale, perchè sicuramente conservo qualche residuo della musica incontrata nei miei viaggi”.

D. Nonostante nell’album si parli di luoghi lontani, di viaggi, hai riservato il posto numero 1 in tracklist ad una canzone dedicata alla tua città ‘Bari vecchia’, per la quale dichiari un forte amore. Quanto l’essere nata lì ha influito sul tuo modo di essere artista?
R. “Beh..come dimenticare di essere baresi? Come dimenticare i panzerotti e riso patate e cozze? Ah Ah! Essere nata e cresciuta in un posto di mare dà una sensazione di appartenenza all’acqua e ti porta a volerla cercare in ogni posto in cui si vada (non a caso a Milano abito lungo il naviglio!). La canzone che citi parla di una “relazione complicata” nei confronti di una città con le sue contraddizioni e dalla quale cmq io sono andata via, anche se ne porto sempre un pezzettino con me. Sul mio modo di scrivere Bari ha influito perchè ha influito sul mio modo di vivere e di vedere le cose, e credo che questo sia inevitabile”.

D. ‘Ninna Nanna Nonna’ è una canzone che parla d’amore, l’amore per tua nonna, che ti ha cresciuta. Quanto è stato importante il sostegno della tua famiglia?
R. “Importantissimo naturalmente. Mio papà suonava in un gruppo beat da giovane, i “Mac Mac”, e mia madre era una pittrice (e ancora adesso si dedicano a queste passioni) e sicuramente questo ha influito sulla mia attitudine, anche se agli inizi non erano proprio contenti che io volessi fare la musicista e ho dovuto fare un po di lotte per convincerli. L’intero disco inoltre è dedicato alle mie nonne che, a loro modo, mi hanno insegnato a cantare attraverso le loro filastrocche e canzoncine quando ero piccolissima”.

D. L’ultima canzone dell’album, la bonus track ‘San Pietro’ è stata scritta per te da Davide Van De Sfroos. Come è nata questa collaborazione artistica?
R. “È nata per un caso simpatico. È successo che un giorno il mio grande amico cantautore Peppe Voltarelli mi ha telefonato per chiedermi se gli prestavo la mia chitarra, visto che non aveva con sè la sua ed era stato invitato da Davide per un ospitata nel suo spettacolo a teatro. Quando mi sono presentata lì nel backstage con la chitarra Davide mi ha guardato di sottecchi e ha detto : “ma..questa chitarra è tua? E che ci fai? Suoni? Beh..allora monta sul palco con noi!” E così mi sono ritrovata sul palco con lui senza che neanche sapesse bene chi fossi. Mi è sembrata una grande dimostrazione di fiducia e umiltà da parte sua.. Poi la cosa si è sviluppata quando mi ha invitato a suonare al MOA, di cui aveva la direzione artistica e, qualche giorno dopo, mi ha telefonato e invitata a fare un intervento su ‘Dove non Basta il Mare’ (sul disco ‘Yanez’)..di li è venuto quasi naturale che lo seguissi nel tour legato a quel disco. Poi, per simpatia e stima reciproca, la cosa è continuata fino a ottobre scorso e quando, a fine tour, ha voluto regalarmi la splendida canzone ‘S.Pietro’, sono stata così contenta che l’ ho aggiunta sul disco che ormai era in chiusura ed è diventata l’ultima traccia di “Relazione Complicata”.

D. Quali artisti influenzano maggiormente la composizione delle tue canzoni?
R. “A me piace molto Nick Cave e anche i Beatles e la musica greca Rembetika, non so se questo possa aver influenzato la mia scrittura, immagino di si ma, mettendoci molto di mio, la cosa non credo si avverta più di tanto”.

D. Oltre alla musica, sappiamo che hai avuto diverse esperienze in ambito teatrale. Quanto di questa esperienza porti sul palco durante le tue esibizioni dal vivo?
R. “Lavoravo come attrice e trainer per il Teatro Kismet O.perA, quando abitavo a Bari. Poi con i Quarta Parete mi sono divertita a mescolare la musica col teatro in questi concerti che sembravano veri e propri videoclips dal vivo. Adesso in questa nuova esperienza da sola ho le mani occupate dalla chitarra ed, essendo quindi limitata nel movimento, la teatralità mi è rimasta nell’ interazione col pubblico e nella scrittura dei testi, nei quali cerco di lavorare per immagini e azioni come facevo in teatro. Anche il booklet del disco è in qualche modo teatrale nel lavoro fotografico realizzato con Stefano Ruzzante. Abbiamo voluto giocare con i segni per evocare con le immagini la sensazione di una “relazione complicata”.”

D. C’è una scena, un film, che ha particolarmente segnato il tuo percorso artistico? E se si, perché?
R. “Il cinema mi piace molto, anche se devo essere sincera non c’è un’immagine particolare che abbia segnato il mio percorso. Mi ricordo però che mi colpì molto una scena del tempo dei gitani.. quella del velo da sposa che fluttua nel cielo, che poi ho ritrovato in ‘American Beauty’ in una forma simile.. c’ è un momento in cui c’ è un inquadratura di una busta di plastica che fluttua nel vento.. non ho mai capito perchè, ma quella scena della busta che fluttua mi fa venire le lacrime!!”

D. Cosa riserva il futuro di Roberta Carrieri?
R. “E chi lo sa..spero cose belle!! Beh per cominciare farò un po di concerti in giro per l’ italia e l’ europa e poi sinceramente non vedo l’ ora di rimettermi a scrivere ..insomma non mi aspetto chissà cosa..le solite cose che mi rendono felice, semplici ma belle”.

Grazie a Roberta Carrieri per la sua gentilezza e disponibilità.

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