Intervista a Romina Falconi: in ‘Certi Sogni Si Fanno’ racconto me stessa

Credits Luca Cepparo

Cube Magazine incontra oggi Romina Falconi, talentuosa interprete che i più ricorderanno per la sua partecipazione ad ‘X Factor 2012’. Molti di voi però forse non sanno che questa giovane artista, prima del celebre talent, aveva già avuto esperienze degne di nota: come non citare la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2007 nella categoria ‘Giovani’, o l’esperienza live con Eros Ramazzotti per il quale ha fatto la corista nel suo ‘Ali e Radici Tour’. Ma nel suo curriculum Romina vanta anche diverse collaborazioni, con Nesli con cui ha duettato in ‘Con me Non ci Parli Mai’ oppure con Immanuel Casto che l’ha voluta con sé per ‘Crash’ e per il recente ‘Sognando Cracovia’. Oggi però Romina è qui per presentarci il suo nuovo progetto discografico – l’EP ‘Certi Sogni si Fanno’ – che è stato anticipato in radio (ed in tv) dal singolo ‘Il Mio Prossimo Amore’, in rotazione dal 3 Febbraio. Ma ora scopriamo qualcosa di più..

D: Ciao Romina, innanzitutto ti ringraziamo per la tua disponibilità. ‘Certi Sogni si Fanno’ è il titolo del tuo primo EP, che arriva dopo diversi anni dal tuo vero e proprio debutto discografico. Come mai hai atteso così tanto tempo prima di pubblicare un disco tutto tuo?
Romina Falconi: “Ci ho messo tanto perchè volevo un album che mi rappresentasse davvero, Innanzitutto trovare qualcosa di originale e che mi permettesse di essere naturale al 100% ha richiesto un pochino di tempo e poi perchè non sempre capita di trovare partner pronti a stravolgere le regole, ora mi sento fortunata. Ho curato tutto per bene. Ogni canzone mi rappresenta come mai era capitato prima. Filippo Fornaciari (il produttore) è un pazzo visionario proprio come me e mi ha detto: facciamo qualcosa di nuovo, non devi assomigliare a nessuno…”

D: Ho letto che questo disco è solo il primo di una trilogia. Come mai questa scelta, passami il termine, “insolita”?
RF: “E’ vero saranno tre piccoli mondi. Lo so, è tutto molto particolare ma crediamo nei sacrifici, nel potersi sudare davvero ogni piccolo consenso lì fuori. Avevo un disco che ho smembrato in tre parti con l’intenzione di poter pian piano curare tutto per il meglio: uscire con 15 brani in un giorno non è come uscire con 5 canzoni ogni tre mesi: farò video clip, farò piccoli shows a sorpresa, potrò seguire passo passo ogni cosa. Gli emergenti a volte vengono tritati in due mesi e poi se ne stanno a casa a chiedersi ‘Che cosa è successo?’. E allora ok, accetto molto volentieri il rischio! Ho seguito il consiglio di mia nonna: ‘chi va piano…’”

D: In questo Ep presenti al pubblico te stessa, qual è il messaggio principale che vuoi comunicare con questo lavoro?
RF: “Che bisogna prima di tutto accettarsi per ciò che si è, che la luce che abbiamo dentro esiste anche grazie alle nostre ombre, che non bisogna vergognarsi di impazzire un po’ se ci aiuta a crescere. Per una vita mi sono sentita sopra le righe, forse perchè non ho avuto una formazione tradizionale: mia madre e mio padre non sono personaggi da Mulino bianco, sono più tipi da poligono. In una borgata (la mia è Torpignattara) ti insegnano ad essere concreta: io mi facevo cucire i vestiti da mia madre perchè non avevamo proprio il conto in banca di Onassis ed in più perchè volevo essere originale, andavo in giro vestita “strana” dicendo “da grande farò la cantante”, puoi immaginare…”

D: ‘Il Mio Prossimo Amore’ è il singolo che hai scelto per presentare il tuo disco: una critica velata a chi cerca di adeguarsi per compiacere il partner. Quanto c’è di te in questo testo?
RF: “C’è tutto di me nei miei testi. Ero la prima a voler assecondare il partner per amore: poi quando ho capito che Dracula sarebbe stato orgoglioso del mio uomo ho detto: “perché devo stare dietro ad uno che ha l’animo di uno schiacciasassi?” . Diciamoci la verità: l’amore non è dappertutto e quando crediamo di averlo trovato facciamo tanto, anche troppo, per far sì che vada avanti. Noi donne cambiamo, resistiamo, sopportiamo, assomigliamo a chi ci regala emozioni, abbiamo paura di non essere abbastanza. L’importante è lasciare alla nostra naturalezza di venire fuori ogni tanto. Io quando ho mollato il mio ex avevo accumulato così tanta tensione che sembravo un coccodrillo! La colpa è sempre 50 e 50.”

D: Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
RF: “Queen, Whitney Houston, Eros Ramazzotti e Renatino Zero. Puoi immaginare quando Eros mi chiamò per fargli da corista: sapevo tutti brani a memoria. Il mio nuovo supereroe però è Immanuel Casto: ha il coraggio di descrivere questa società ed i pensieri dei giovani facendolo in una maniera unica.”

D: Facciamo un salto indietro, al 2012, anno della tua partecipazione ad ‘X Factor’. Quali ricordi conservi di questa esperienza?
RF: “X Factor è stato fantastico, lo consiglio ai ragazzi aggiungendo però: che non sia un punto di arrivo, che sia solo un mezzo per fare nuove cose, siate voi stessi perchè le pecorelle non piacciono a nessuno. Lati negativi: mi hanno tagliato i capelli cortissimi per sperimentare, non puoi decidere nulla e spesso rischi di non sentirti te stesso ma che ci vogliamo fare? È un programma televisivo, mica una Spa, può capitare che ci si senta carne da macello ecco perchè poi bisogna rimboccarsi le manche e non credere nelle cose regalate. Lati positivi: ho avuto modo di farmi conoscere ad un pubblico giovanissimo, ho visto davvero come lavora quel pozzo di genialità di Luca Tommasini, ho capito che non bisogna mai darsi dei limiti quando si osa. Non è un mondo reale quello che ti permette di entrare in un posto senza essere filato minimamente e poi uscire dopo due mesi con gente che aspetta i tuoi autografi. Attenzione a non perdere la testa.”

D: Quanto pensi che abbia inciso sul tuo bagaglio artistico l’esperienza ad ‘X Factor’ ed, ancor prima, quella a Sanremo?
RF: “Tutte le esperienze lasciano un insegnamento. Nel mio cuore resta Sanremo. X factor è bello, si, anche perchè oggi senza talent un giovane come fa a farsi conoscere?”

D: A proposito di questo, speri un giorno di tornare a calcare il palco dell’Ariston, magari da ‘Big’?
RF: “Mi piacerebbe molto anche perchè Sanremo resta la vetrina musicale più prestigiosa in Italia.”

D: Dopo il lancio del disco, partirai in tour? Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?
RF: “Sto cercando una formula originale anche per il tour. Non ho un team, ho una famiglia vera e propria che mi consiglia e si mette in gioco insieme a me. Con il produttore, il manager Jacopo Levantaci e con i ragazzi che mi aiutano a far girare la voce (Parole&Dintorni, Ma9promotion e OneApp) stiamo studiando qualcosa di nuovo ed originale. Intanto cercherò di far uscire questi mini-album, continuerò a fare qualche show a sorpresa nei locali e far girare i video. Sperimentare non è mai stato così bello”

Un ringraziamento ed uno speciale in bocca al lupo a Romina per i suoi progetti, ed anche a Marta Falcon di Parole & Dintorni per la disponibilità.

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