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Intervista a Stefano Piro: ‘La mia musica.. a colori!’

Stefano Piro nasce come cantante (e leader) della band ligure dei Lythium, scioltasi nel 2001. Con i Lythium conquista – nell’edizione 2000 del Festival di Sanremo – il Premio della Critica, grazie al brano ‘Noel’. Ma è il 2006 l’anno che segna l’inizio della sua carriera solista, con la pubblicazione dell’album ‘Notturno Rozz’. Parallelamente al suo progetto solista, crea una nuova formazione, gli Arm on stage, che propone un genere rock psichedelico, con i quali pubblica un disco intitolato ‘Sun Glasses Under All Stars’.
Il 23 ottobre 2012, anticipato dal singolo ‘V.E.P.’, arriva ‘Forme di vita del genere umano a colori’, undici energici brani inediti, in cui Stefano mescola magistralmente il genere cantautorale con elementi rock e swing. Ma partiamo subito con le domande…

D: Ciao Stefano, il tuo nuovo album ‘Forme di Vita del Genere Umano a Colori’ arriva a ben 6 anni dalla tua ultima pubblicazione come solista. Come mai hai aspettato tutto questo tempo?

S: Per due ragioni fondamentali. La prima è che in 6 anni ho prodotto molta musica in diversi ambiti. Mi sono dedicato al repertorio di tanghi argentini, che ho suonato in vari contesti, ho scritto colonne sonore per film, ho messo in piedi il progetto Arm on stage, una band di rock alternativo, ho scritto uno spettacolo teatrale che a breve vedrà la luce, ho scritto brani per una cantante che avrò il piacere di presentare al pubblico nel 2013 e ho scritto una ventina di brani che comporranno i miei prossimi dischi. La seconda è che penso che i dischi si debbano realizzare solo quando l’urgenza comunicativa ti pervade l’animo, non quando devi ricordare agli altri che vivi in musica. Comunque il progetto che ho in mente è tirar fuori un disco all’anno per i prossimi tre anni, avendo raccolto molto materiale.

D: Per presentarlo al pubblico, hai scelto il singolo ‘V.E.P.’, un brano introspettivo, che parla in sostanza di follia. Dove finisce la ragione ed inizia la follia?

S: L’umanità è composta di due schieramenti distinti: uno è quello delle persone che mettono al centro la condivisione e lo stare bene insieme agli altri, l’altro di quelli che in nome del proprio ed esclusivo potere sono pronti a sopraffare gli altri fino a vederli morire. Ecco dove sta la vera follia per me, in quegli squallidi personaggi senza scrupoli.

D: Il Natale si avvicina e la bonus track, ‘Hallebuia’ parla proprio di questo. Ma questa non è la classica canzone natalizia che parla di buoni sentimenti, al contrario potremmo considerarla (passami il termine!) “anti-natalizia”. Ce ne vuoi parlare?

S: Le vecchie leggende millenarie sono diventate, a mio parere, ridicole nel mantenimento dell’insieme umano. Dovremmo tornare tutti a considerarci per quel che siamo: finiti e quindi irripetibili e importantissimi. Ho trasformato la lotta tra il bene e il male in uno spettacolino di marionette dove non si fa più distinzione tra ragione e torto.

D: C’è un brano nell’album a cui sei più legato rispetto alle altre? Per quale ragione?

S: Cambio nel tempo le mie affezioni… al momento ‘Bianco’ mi da più emozioni di tutti gli altri.

D: Il tema dei colori è un po’ il filo conduttore di tutto l’album. Ci spieghi da dove arriva questa scelta?

S: Mi pare che troppo spesso ci dimentichiamo dell’intensità delle tinte della vita perché non amiamo abbastanza. Quando non percepiamo più i colori è perché non siamo in grado di illuminarli.

D: Quale colore sceglieresti per descrivere questo periodo della tua carriera artistica? Quale colore più ti rappresenta e perché?

S: Oggi quel che conta per me è cercare di tenere accesa la luce che permette di vedere i colori.

D: Durante la tua carriera ho letto che ti sei dedicato alla composizione di alcune colonne sonore, tra cui quella per il documentario ‘Standing Army’. Come si differenzia questo processo compositivo rispetto a quando scrivi pezzi per il tuo progetto solista?

S: Scrivere canzoni è dare eternità ad un momento di percezione intenso, le colonne sonore sono un lavoro appassionante.

D: Come detto, in questi anni non ti sei dedicato solamente alla carriera solista, ma hai fondato una band, gli Arm on stage. Non era ovviamente la tua prima esperienza con una band, infatti la tua carriera musicale ha avuto inizio con i Lythium. In questo caso, come funziona il processo compositivo?

S: Secondo me migliora di molto nutrito dal confronto con gente che pensa diverso da me. Ritengo che avere un interfaccia che ti mette in dubbio sia l’unico modo per crescere.

D: Cosa c’è nel futuro di Stefano Piro?

S: A breve uscirà il nuovo singolo di ARM ON STAGE, da metà gennaio mi dedicherò ai concerti di ‘Forme di vita’ e nel frattempo comincerò a produrre i brani di Neripè, una cantante tra lirico e rock di talento straordinario.

In bocca al lupo Stefano, per tutti i tuoi progetti e grazie infinite per la disponibilità.

Grazie a voi per l’interesse, a presto, Stefano Piro.

Si ringraziano Stefano Piro per la gentilezza e Mario Vittoria di Parole & Dintorni per la grande disponibilità.

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