Intervista alle Yavanna che presentano l’album di debutto ‘Intuito Alchemico’

Vincenzo Nicolello con le Yavanna

Anita, Virginia e Letizia, sono tre sorelle, molto diverse tra di loro soprattutto caratterialmente. Di congnome fanno Racca, sono braidesi e per il mondo musicali sono conosciute come Yavanna. In quel “tritacarne mediatico” che è X Factor, hanno avuto una grande visibilità. Iscritte alla terza edizione, sono arrivate fino in finale. Hanno fatto discutere per il loro look imprevedibile, ma d’altra parte apparire su un palco travestite da fatine, non era nient’altro che il voler dedicare la loro immagine a Yavanna Kementári, un personaggio di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese Jrr Tolkien.
Poi via via la loro riconversione artistica e di look, la pausa di riflessione e una nuova vita musicale, nata in concomitanza con l’amicizia scoppiata con Vicio Luca Vicini, bassista dei Subsonica, che ha accompagnato le tre ragazze in una nuova era, quella dell’elettronica da abbinare agli strumenti classici, che fanno parte del loro bagaglio formativo. Dopo 5 anni è in arrivo ‘Intuito Alchemico‘, il primo album delle Yavanna. Sarà in distribuzione a partire dall’11 aprile su Itunes, ma grazie all’etichetta Tam Tam Production di Torino, uscirà anche su cd, per la gioia degli appassionati. L’anteprima è stata presentata a Roreto di Cherasco, presso i Magazzini Merula, vero paradiso dei musicisti. Il loro lavoro conterrà inediti, rivisitazioni del passato ed anche alcune cover di Matia Bazar, Enja, Bjork e perfino Kate Bush. Un mix esplosivo che stupirà.
Al termine dello spettacolo abbiamo intervistato le tre sorelle. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Cube Magazine: In ‘Intuito Alchemico’ emergono chiarissime la vostra ricerca della qualità e della ricerca musicale. Forse i brani non strizzano l’occhio alla gente comune, ma puntano verso l’alto. Non avete mai pensato di ideare comunque un brano pop, per legare la vostra vecchia immagine a quella nuova?
Yavanna: «Fondalmentalmente facciamo quel­lo che ci piace. Abbiamo provato a intraprendere la strada del pop, ma alla fine il problema rimaneva quello della promozione, dei passaggi in radio. Non abbiamo avuto i giusti riscontri in passato e abbiamo riesaminato completamente il nostro percorso musicale».

CM: Forse saranno le cover il vostro grimaldello verso il cuore del pubblico?
Y: «In realtà non è così, nel senso che anche le cover che abbiamo scelto sono sicuramente poco popolari e comunque sconosciute al grande pubblico. Abbiamo scelto dei pezzi che ci piacevano, su cui abbiamo lavorato per renderle nostre. Il risultato ci piace e ce l’abbiamo nel cuore. L’idea di inserire cover a brani inediti è stata dettata dalla necessità di non uscire con un prodotto composto solo da noi. Era essenziale abbinarlo ad un qualcosa di familiare per l’ascolto della gente».

CM: Le nuove Yavanna, arrivano dopo un processo di reset quasi totale, come mai questa scelta?
Y: «Abbiamo deciso di ricominciare da zero. Ci eravamo illuse che Xfactor potesse essere la strada più corta per raggiungere la gente, ma non è stato così. Allora ci siamo detti, facciamo come tutti gli altri, seguiamo la regola dei piccoli passi e soprattutto facciamo la nostra gavetta senza troppe illusioni. Abbiamo deciso di autoprodurre il nostro disco. Abbiamo trovato una piccola etichetta discografica torinese che ha creduto in noi (la Tam Tam production) e di qui inizieremo la nostra nuova vita musicale. Per la promozione ci affideremo agli amici, al tam tam, sperando che la nostra musica si diffonda sempre di più».

CM: Da fatine con le orecchie a tre dame nere, chi sono oggi le Yavanna?
Y: «Il cambiamento è stato interno. E solo dopo che abbiamo avuto questo progresso abbiamo conosciuto Vicio. Prima parlavamo dell’esperienza vissuta e ci ha creato degli scompigli. E’ arrivata la nostra fase buia di gruppo. In quel momento abbiamo capito che Vicio poteva essere l’occasione per progredire. Lui ha messo un po’ di scuro dove l’aveva visto, traghettandoci verso questo nuovo mondo. Ora stiamo uscendo da questa fase, anche se al nero ci siamo affezionate. Piano piano inizieremo dai vestiti e poi vedremo cosa capiterà. Di sicuro siamo uscite dalla fase bambine, per entrare in quella delle donne mature. Vedremo cosa capiterà».

CM: Anita ha detto che far musica è come meditare…
Y: «E’ sempre stato così fin da quando sono piccola. Più complicato è risultato metterlo in pratica al talent. Produrre musica è un po’ come fare emergere ciò che si ha dentro e questa è una cosa bellissima. Ma allo stesso tempo bisogna anche essere spiritosi. Perché senza allegria certe difficoltà non riesci a superarle».

CM: Nei mesi passati avete proposto un “crowd founding” per acquistare un mezzo di trasporto per andare in tour. Lo vedremo nelle prossime uscite? Sfrutterete questa strada anche per finanziare i futuri lavori?
Y: «Purtroppo l’operazione non è andata a buon fine e così non siamo riuscite ad acquistare il monovolume per il tour. Quanto alla produzione del disco, probabilmente la cosa potrà avvenire in futuro. Per questo era troppo tardi, nel senso che era già pronto e prodotto e quindi sarebbe stato inutile ricercare fondi».

CM: Cosa vi aspettate da ‘Intuito Alchemico’?
Y: «Non abbiamo particolari aspettative, speriamo che il nostro lavoro possa piacere alla gente e che soprattutto che il pubblico possa venire a vederci dal vivo. Sul palco cercheremo di condividere la nostra passione musicale ed allargare sempre di più il numero dei nostri fan. Di sicuro vogliamo capire e far capire cosa abbiamo dentro. Vogliamo trovare quella parte divina che è nascosto in noi».

CM: Facciamo un passo indietro e andiamo a scoprire come è stata l’esperienza di X Factor, ritornereste su quel palco?
Y: «Se non fossimo state tutte e tre insieme di certo non avremmo accettato. E’ molto difficile spiegare cosa succeda lì dentro. Tutto quello che fai rimane lì in quel loft, sei isolato dal mondo e non hai idea dei riscontri che hai con il passare del tempo. Un isolamento che cresce con il passare del tempo e solo l’essere famiglia ci ha aiutato a superare. Ci siamo sostenute nei momenti duri. Fondamentalmente con X Factor ti metti in gioco per il tuo futuro, ma alla fine fai il gioco della televisione. Noi siamo entrate poco rilassate, ci siamo ribellate al fatto che volessero snaturare il nostro modo di essere. E’ stato un percorso di destrutturazione, che ci ha fatto imparare tante cose, ma che ci ha cambiato tantissimo. L’esperienza alla fine l’abbiamo caricata nel nostro bagaglio culturale ed oggi siamo ancora qui».

CM: Quali sono i vostri progetti ora?
Y: «Di sicuro cercheremo di vendere l’album e poi porteremo la nostra musica dal vivo. Per avere tutte le informazioni è sufficiente seguirci sul sito www.leyavanna.com, dove sarà possibile anche iscriversi alla nostra newsletter».

Un ringraziamento ed un “in bocca al lupo” alle Yavanna per il loro nuovo progetto.

Immagini e testo a cura di Vincenzo Nicolello.

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