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Jazz scanzonato con i Cookies Trio: l’intervista

Hanno rispolverato il jazz, modernizzandolo, così i Cookies Trio hanno iniziato a farsi apprezzare nel panorama locale, quello di Biella e dintorni. Il trio piemontese sta ora varcando i confini del Nord Italia per conquistare la penisola. Alla mano la band ha un video professionale ed una promozione supportata dall’assessorato alle politiche giovanili che mediante il progetto B9 ha scelto di promuovere proprio loro. ‘Bon Sexe’ è il primo accattivante singolo che cita una misteriosa figura: ‘la nonnina’. Chi sarà? Scopriamolo nell’intervista!

1. Com’è nato il testo del vostro primo singolo, ‘Bon Sexe’?

Marco Marzot: E’ nato essenzialmente come uno sfogo nei confronti di tutte quelli che girano il mondo da “conquistatori” …Beh, in questa canzone abbiamo voluto ribaltare la situazione dando una sorta di rivincita ai presunti “ conquistati” che gabbano in maniera un po’ grottesca il “macho” Armando. Quest’ultimo poi a guardare bene bene non è altro che una persona che cerca di uscire da una crisi e prenderà un’ulteriore batosta…

2. E l’idea della ‘nonnina’ citata? C’è qualche significato nascosto che non tutti riescono a cogliere?
Marco Marzot: Il significato è proprio quello che appare… è un personaggio comico-grottesco che rappresenta la rivincita di queste persone sulla cieca stupidità del macho di turno…che magari poi è meno macho di quanto voglia far credere ed è semplicemente un po’ insicuro.

3. Nel video del singolo avete coinvolto i vostri concittadini biellesi, com’è il vostro rapporto col territorio?
Marco Marzot: E’ decisamente molto positivo…Lo è sempre stato perché sono anni che suoniamo e viviamo qui da sempre ma grazie a quest’esperienza abbiamo avuto modo di venire a conoscenza di realtà per noi nuove che ci hanno appoggiato con calore apportando linfa vitale a tutto il progetto; parlo degli attori che compaiono nel video, del regista Yuri Storasi, di un brillante stilista come Camo che ha curato i vestiti del Cookies Trio, i ragazzi di Zone Creative che hanno diretto al fotografia, e dulcis in fundo L’Opificio dell’Arte che ha fatto un lavoro enorme nella produzione e le istituzioni comunali che hanno sostenuto con grande passione tutto il progetto che ha portato alla realizzazione del video e dell’EP. Insomma il venire accolti da tutte queste persone e realtà è stata un’esperienza che da sola valeva il progetto .

4. Avete vinto il progetto b9 e ora?progetti per il futuro?tour?secondo ep?cd completo?
Marco Staffolani: La cosa più importante è la promozione dell’ep e del video clip, da cui si spera nascano collaborazioni e nuove idee da incidere in un prossimo disco, magari live.
Ora stiamo lavorando ai nuovi brani, suoniamo tanto live e cerchiamo di coinvolgere sempre nuovi musicisti che portano le loro esperienze e danno nuovi stimoli. Infine per l’estate porteremo in giro il nostro progetto in alcuni festival italiani.

5. Parliamo del resto dell’ep. Che cosa tratta, sonorità…
Gabriele Marzola: E’ una raccolta variegata di suoni e ritmi: la musica manouche regala un’ aria gitana all’ infatuamento di Lodovico per Perelisa, generosa cassiera dell’ Esselunga; lo stesso mood infuoca lo spirito di Armando  durante il suo “viaggio esistenziale” in Sud America…

Il blues…racconta di noi giovani neolaureati in cerca di lavoro…superspecializzati ma sbolognati e diciamolo…spesso un po’ pigri ed abituati troppo bene.E poi… il momento della disco e della vena romantica, della fuga dalle stramberie…Tutto per poi perdersi nei pensieri  e rendersi conto che se i nostri nonni avessero fatto i benzinai avremmo percorso tutti molta più strada!

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