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Justin Bieber incendia Bologna con il suo concerto del ‘Believe Tour’

Ieri sera 23 marzo, l’Unipol Arena di Bologna pulsava di cuori come raramente si era visto. Un sold out incredibile per l’unica tappa del ‘Believe Tour’ di Justin Bieber: l’enfant prodige canadese continua a raccogliere un grandissimo successo tra gli adolescenti.

Lui, ormai ventenne, fa sognare le ragazzine di tutto il mondo e ovviamente anche quelle italiane. Quando il circuito Ticket-one mise in prevendita i biglietti, i tagliandi sparirono in tempi record. Difficile per tutti coloro che erano rimasti senza accettare l’idea di non poter vedere da vicino il loro beniamino. Ecco quindi scene di isterismo collettivo davanti alle casse dell’impianto, con la speranza di riuscire a impietosire le cassiere che purtroppo non avevano nulla da vendere. Chi l’ha fatta grassa sono stati i bagarini, impegnatissimi a vendere un parterre anche a 150 euro, magari rifilando anche qualche “falso”.

Intanto l’arena gremita ha aspettato con pazienza le 20:45, quando il count down ha avvisato che il concerto stava per inziare. 10 minuti di urla, di lacrime, di svenimenti (già perché alcune ragazzine, in fila davanti ai cancelli da 24 ore, sono crollate prima che potessero anche sentire la prima nota dello show). Poi è arrivato Justin Bieber, con un ingresso trionfale: appeso a cavi d’acciaio ha “volato” con grandi ali argentate, fino ad atterrare sull’immenso palco.

La produzione è davvero mastodontica, uno stage faraonico ricco di luci e di ballerini e lui, il one boy band, pronto ad ammiccare e far estasiare le fan. A 20 anni dimostra la scaltrezza di un artista navigato, perché riesce a far tutto, cantare, ballare, simulare strip tease. Corre, salta e va a stringere la mani del pubblico. Sale su una piattaforma mobile, per avvicinarsi anche chi è rimasto nelle retrovie.

Il tutto condito dalla sua musica pop-rappata, da giochi pirotecnici e trovate intelligenti. Nulla di originale, intendiamoci, Justin nel suo spettacolo ha selezionato tutte quelle soluzioni che hanno fatto la fortuna di altri colleghi. Si è limitato a perfezionarle, adattarle al suo modo di fare musica ed il successo è stato totale. Lo diciamo perché all’Unipol Arena almeno il 70 % degli spettatori non superava i 15 anni di età e probabilmente era al primo concerto della vita.

Complessivamente lo show è durato un’ora e mezza, con una ventina di brani proposti. Questa la scaletta della serata fornita dalla produzione e passibile di qualche variazione: ‘All Around the World’, ‘Take You’, ‘Catching Feelings’, ‘One Time’, ‘Eenie Meenie’, ‘Somebody to Love’, ‘Love Me Like You Do’, ‘She Don’t Like the Lights’, ‘Die in Your Arms’, ‘Beautiful’, ‘Out of Town Girl’, ‘Be Alright’, ‘Fall’, ‘Never Say Never’, ‘Beauty and a Beat’, ‘One Less Lonely Girl’, ‘As Long As You Love Me’, ‘Believe’, Encore: ‘Boyfriend, Baby’.

Immagini per gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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