L’Accabadora: trama e recensione film al cinema

Giovedì 20 aprile 2017 esce al cinema il nuovo film diretto da Enrico Pau

Giovedì 20 aprile 2017 esce nelle sale cinematografiche italiane il film L’Accabadora diretto da Enrico Pau. Nel cast troviamo Donatella Finocchiaro, Barry Ward, Carolina Crescentini, Sara Serraiocco, Anita Kravos, Piero Marcialis. Il regista cagliaritano porta sul grande schermo L’Accabadora una figura della antica tradizione sarda . Era portatrice della “buona morte” come atto caritatevole nei confronti di un malato incurabile. Una sorta di suicidio assistito d’altri tempi di cui sono rimaste scarse e vaghe testimonianze. Di seguito trama, recensione e trailer.

L’Accabadora: trama

Siamo in piena seconda guerra mondiale e Annetta una donna di 35 anni, solitaria, silenziosa e sempre vestita di nero, si trasferisce dal suo paesello sperduto nella campagna sarda nella città di Cagliari. In città nessuno la conosce. La donna dice di essere in cerca della nipote Tecla e trova lavoro e alloggio presso una famiglia ricca che le affida la custodia della grande villa che vogliono abbandonare per trasferirsi in un luogo più sicuro. Durante un bombardamento Annetta intravede sua nipote Tecla che esce dal portone di un palazzo. Il giorno dopo scopre che Tecla, giovane e molto bella, lavora in una casa di tolleranza. Annetta vorrebbe aiutarla ma la ragazza non vuole avere nulla a che fare con Annetta. L’incontro con Tecla porta Annetta a ricordare la sua storia. Nel suo paese passava le sue lunghe giornate da sola, tingendo i tessuti di orbace e aspettando che qualcuno la chiamasse per avere i suoi servigi. Nel villaggio tutti la rispettavano, perché avevano bisogno di lei, ma nessuno la amava. Lei era l’Accabadora colei che dà la “buona morte” ai moribondi che la richiedano. All’arrivo di una chiamata la donna afferrava una vecchia sacca contenente una mazzuola di legno, un vecchio cuscino e uno specchietto spaccato e andava a svolgere il suo compito come sua madre prima di lei e la madre di sua madre prima ancora. Un giorno Annetta viene chiamata a dare la morte a sua sorella Benedetta, la madre di Tecla. Tecla rimasta orfana vorrebbe avere il suo aiuto, ma Annetta la respinge duramente, sapendo di non potersi permettere quell’affetto. Infatti, quando Tecla viene a sapere chi sia veramente l’amata zia, fugge a Cagliari. La donna segue la nipote per riportarla a casa. Ma giunta a cagliari, libera dal terribile ruolo affidatole, scopre di essere capace di avere curiosità per la vita, di vivere il sentimento dell’amicizia e provare attrazione per gli uomini. Si innamora infatti di un giovane medico straniero..

L’Accabadora: recensione

Nella cultura popolare sarda la “femmina accabadora” è la donna che ha il compito di aiutare a morire i malati incurabili attraverso un’eutanasia procurata a volte con l’uso di un cuscino o di un fazzoletto, e a volte in maniera più cruenta con un martello di legno. Non è sicuro che si tratti di una tradizione veramente presente nei secoli scorsi perché quella della Accabadora è una figura che vive tra mito e superstizione. Il film di Enrico Pau è una singolare coproduzione con l’Irlanda, a cui il film deve il protagonista maschile, Barry Ward. È ricco di immagini di alta suggestione narrativa ed evocativa come le macerie, le strade, i primi piani. Di grande intensità è l’interpretazione della Accabadora da parte della bravissima Donatella Finocchiaro. Anche gli altri personaggi femminili sono ben resi dalle brave attrici Sara Serraiocco e Carolina Crescentini. La pellicola è ricca di suggestioni nonostante sia particolarmente rigorosa e piena di metafore. Lo spettatore viene spinto a ragionare sui confini tra storia e tradizioni di un paese come l’Italia che ancora oggi è fatto di mille sfaccettature inconciliabili.

L’Accabadora: trailer

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