La Recensione di ‘#3’ – The Script

Data di uscita: 11.09.2012
Etichetta: Sony Music
Singoli Estratti: ‘Hall Of Fame’

Certamente da questo terzo album in casa The Script, vi era molta attesa e soprattutto molte aspettative. Dopo la partecipazione del cantante Danny O’Donoghue come giudice al talent show della BBC ‘The Voice‘, la notorietà della band è salita alle stelle e così anche le aspettative attorno alla sua musica. Questo album è una prova cruciale, e il gruppo lo sapeva bene, per cui non sorprende se in tracklist compare anche la collaborazione con Will.I.Am, collega di Danny a ‘The Voice’.
E, nonostante le voci e gli stili di questi artisti siano quasi agli antipodi, il lavoro fatto sul singolo di presentazione di questo album ‘Hall of Fame‘ funziona: il pezzo è orecchiabile e resta in testa sin dal primo ascolto, una prerogativa che lo ha reso un vero e proprio successo radiofonico. Ed oltre a tutto questo, il pezzo lancia anche un bel messaggio.
Degno di nota è anche il pezzo introduttivo dell’album ‘Good Ol’ days’, che suona veramente unico. I testi sono perfetti ed è stato impeccabile anche il lavoro sullo stile “rap”. Inizialmente forse non risulta di facile ascolto, ma riascoltandolo più e più volte lo si apprezza sempre di più e ci si rende conto che forse è uno dei momenti migliori di questo album.
A seguire, la brillante ‘Six Degrees of Separation’, caratterizzata da liriche particolarmente intelligenti accompagnate da una melodia suadente ed accattivante. La traccia numero 4, ‘If you Could See me now’, introdotta dal pianoforte invece è forse quella che colpisce meno, ricorda vagamente lo stile di Eminem, ma il passaggio tra il rap delle strofe e la melodia del ritornello non è stato così ben curato. Tuttavia, questa, come per tutti i pezzi dell’album, vanta un testo profondo, non scontato, peculiarità che rende i The Script una delle giovani band più stimate dal pubblico e dalla critica.
Da qui parte un crescendo, ricco di brani ritmati, vivaci quali sono ‘Glowing’, ‘Give The Love Around‘ e ‘Broken Arrow‘. Mentre ‘Kaleidoscope‘ suona più come un esperimento elettronico, arricchito dai virtuosismi vocali di Danny. L’album si conclude con due tracce (‘No Words’ e ‘Millionaire‘) dal tono più soft e dolce.
In conclusione, questo ‘#3‘ è un album davvero ricco di buona musica, ma anche di tante sorprese.  E dopotutto, se pensiamo che questi 3 giovani ragazzi irlandesi hanno aperto i concerti di U2, Paul McCartney e Take That viene spontaneo pensare che qualcosa ci avranno visto anche loro.

Tracklist:
1. “Good Ol’ Days”
2. “Six Degrees of Separation”
3. “Hall of Fame” (featuring Will.I.Am)
4. “If You Could See Me Now”
5. “Glowing”
6. “Give the Love Around”
7. “Broken Arrow”
8. “Kaleidoscope”
9. “No Words”
10. “Millionaires”

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