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La Recensione di ‘The 2nd Law’ – Muse

Data di uscita: 02.10.2012
Etichetta: Warner Music
Singoli Estratti: ‘Madness’ / ‘Survival’ (Inno delle Olimpiadi di Londra 2012)

Quando si decide di recensire il disco di una band come quella dei Muse, bisogna prepararsi e capire che è come entrare in una buia caverna dove non sai se troverai un tesoro oppure un feroce animale pronto ad attaccarti. Già prima della sua pubblicazione si sapeva che certamente ci sarebbero state delle novità all’interno di questo disco, come – del resto – avviene ad ogni nuova pubblicazione del trio del Devonshire. E come fu per ogni altro album, prima di giudicare il lavoro, mi accingo ad ascoltare, riascoltare e riascoltare le 13 tracce che lo compongono, perchè la musica dei Muse è così, lascia spiazzati al primo ascolto e si riesce ad apprezzare sempre di più ogni volta che ripassa nello stereo.

Come già ampiamente detto, all’interno dell’album vi sono un paio di tracce che presentano un’influenza dubstep, un particolare che potrebbe lasciare di stucco, ma per chi conosce bene Matt Bellamy & Co, non è certo una sorpresa, visto che la sperimentazione è sempre stata uno dei fili conduttori dei progetti dei Muse. Quando fu rilasciato il trailer, infatti, in sottofondo suonava ‘The 2nd Law: Unsustainable‘, stralcio che a suo tempo fece discutere i fan: certo è che mostra una nuova faccia della band. Nonostante il primo impatto spiazzante, questo pezzo suona perfetto per la colonna sonora di un film horror, dove la razza umana viene messa sotto attacco. Ma sappiatelo, che inserendo questo pezzo nel trailer dell’album, i Muse si sono tolti il peso, mostrando il lato più bizzarro di tutto l’album.
La tracklist si apre con ‘Supremacy’, brano che fu candidato alla colonna sonora del nuovo film di James Bond, ‘Skyfall‘. Il brano fu scartato dalla produzione, ma è evidente quanto il riff di chitarra prenda ispirazione dal main theme del film, e con tutta sincerità, 007 che si muove sotto le note del pezzo non dispiace.
Una delle tracce che certamente colpisce di più su tutto l’album è sicuramente il primo singolo, ‘Madness’ (che in realtà è il secondo presentato dall’album, oltre all’Inno delle Olimpiadi ‘Survival‘), elogiato addirittura da Chris Martin dei Coldplay che lo ha definito in assoluto il pezzo più bello dei Muse. Gusti a parte, Martin non ha proprio torto. Quel ritmo incalzante ma allo stesso tempo dolce, quei suoni elettronici, uniti alla voce sublime di Bellamy, che va in crescendo verso il finale, rendono questo pezzo certamente uno dei lavori più completi e coinvolgenti del trio di Teignmouth. Ed a riprova di tutto questo, non è da sottovalutare il successo radiofonico che il pezzo sta avendo.
Se ‘Panic Station’ è un funk incrociato a linee di basso incalzanti,  nulla di davvero nuovo, non si può non ascoltare ‘Survival‘ senza pensare alle Olimpiadi: è un vero e proprio inno, fatto di emozioni. Ma è con ‘Follow Me‘ che sentiamo la sperimentazione: il riff elettronico accompagnato dal battito cardiaco (sarebbe quello del figlio dello stesso Bellamy), lo rendono un pezzo dal tiro convincente, candidandolo come possibile nuovo singolo.
Con ‘Animals’ l’atmosfera si fa più intima e, complice anche una ritmica sicuramente non scontata e la chitarra che ne accentua  i battiti, è sicuramente uno dei momenti più notevoli dell’album, anche se – qualcuno direbbe – ricorda vagamente nelle sonorità alcuni pezzi dei Radiohead. Così come ‘Explorers’, la traccia seguente, che è un’altra ballata dolce e suadente, che termina con un coro alla Supremes.
Buono anche il lavoro fatto da Wolstenholme in ‘Liquid State‘ ed ancor più in ‘Save Me‘, in cui il bassista per la prima volta scrive e canta.
Ultima nota, in ‘Big Freeze‘ sono evidenti le influenze della musica degli U2, band da cui i Muse hanno sempre preso ispirazione, una sorta di omaggio che il gruppo inglese ha voluto fare ai colleghi irlandesi.

Nel complesso, ci si aspettava dai Muse un disco che avrebbe completamente stravolto la propria visione del rock, ma – a parte qualche timido momento – non è così: i Muse sono sempre i Muse ed in questo album rimane l’impronta inconfondibile della band. Nonostante questa piccola nota, anche questa volta, il trio inglese dimostra di essere uno dei gruppi rock più abili dei nostri tempi, che ha ancora qualcosa da dire.

Tracklisting:
1. Supremacy
2. Madness
3. Panic station
4. Prelude
5. Survival
6. Follow me
7. Animals
8. Explorers
9. Big freeze
10. Save me
11. Liquid state
12. The 2nd law: Unsustainable
13. The 2nd law: Isolated system

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