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La Scuola dove si realizzano i Sogni

Il musical, composto da due temi, ha visto la numerosa partecipazione di ballerini che andavano dai 5 ai 29 anni, gli allievi che frequentano i vari corsi di danza della scuola, hanno danzato su ben 50 coreografie (nella prima parte) ispirate alla nota favola di Pinocchio, personaggio interpretato meravigliosamente dal figlio più piccolo della fondatrice della scuola, Anastyle.

La seconda parte dello show (più breve, ma sempre intensa) è stata dedicata a Michael Jackson, di grande ispirazione per tanti ballerini e cantanti e molto amato anche dagli insegnanti di questa scuola, che hanno voluto fare del loro meglio per rendergli omaggio, mostrando al pubblico una loro sentita interpretazione di alcuni dei suoi brani e coreografie più famose, coreografie che sono state tratte dallo spettacolo “Immortal”, ma anche dalla creatività di Anastyle e del suo staff.

In questa occasione abbiamo incontrato e intervistato la proprietaria nonché insegnante di questa scuola sforna talenti, Annamaria Galeone, in arte Anastyle.

Nella seconda parte dello show, dedicato a MJ, sul palco insieme ai ragazzi si è esibito Vittorio Masullo, in arte Vitmas, noto impersoner italiano di MJ e anche lui ci ha gentilmente parlato dei suoi nuovi progetti, che vedono coinvolti alcuni degli allievi de La Scuola dei Sogni, di cui parleremo presto, in un altro articolo dedicato.

Ciao Annamaria, è un piacere rivederti, la prima volta è stato nel novembre 2011, in occasione dell’ “Immortal” tribute show organizzato dalla Sony + MJFC, presso l’Hollywood Rythmoteque di Milano. In quella occasione abbiamo potuto ammirare il talento di alcuni tuoi allievi che si sono esibiti insieme a Vitmas. Prima di tutto, complimenti per il vostro bellissimo musical! E’ stato emozionante, come avevi promesso…

Si, contavo tanto sull’emozione, far conoscere innanzitutto Michael Jackson, perché pochi lo conoscono realmente. Devo dire che per me lui è un mito e una leggenda e rimarrà sempre nel mio cuore, inoltre i miei ragazzi hanno saputo interpretare con energia ed emozione  tutto lo spettacolo, è stato veramente difficile concentrare la storia di Michael, la storia è lunga però siamo riusciti a concentrare tutto ed io ho dato il mio meglio, per mettere a punto i suoi brani più importanti…penso che tutto il pubblico (600 persone) abbia pianto, veramente bello, sono soddisfatta.

Ti abbiamo vista emozionata, soprattutto alla fine, ma concentrata durante tutto le spettacolo, si vede che sei una professionista e che non siete solo insegnanti, avete un certo background…

Si abbiamo lavorato tanto, ma sullo spettacolo finale solo le ultime settimane perché prima abbiamo avuto delle gare importanti, abbiamo vinto i Campionati internazionali di hip-hop, abbiamo vinto anche i Campionati nazionali di modern jazz, quindi non è stato facile, le ultime settimane sono state durissime. Allenamento sei ore al giorno per mettere tutto insieme, la recitazione, i costumi, i cambi in 30 secondi, infatti dietro le quinte non si capiva niente, è stato veramente difficile gestire tutti quanti, soprattutto  i bambini, a raccontare innanzi tutto la storia di Pinocchio, per far capire alla gente chi è, perché alla fine non era la vera storia di Pinocchio, ma ho veramente messo un po’ della mia vita dentro. Scrivendo io tutte le storie, le ho studiate e poi le ho fatte mie e ho scritto sia il musical di Pinocchio che il musical di MJ.

Infatti il vostro Pinocchio è a tratti un po’ “scurrile”, o meglio, street-style…

Si, all’inizio per far ridere, perché alla fine c’era veramente da piangere, visto che Pinocchio ha detto questa frase “tutti sbagliamo nella vita, tutti cadiamo nella vita, ma bisogna avere la forza di rialzarsi e saremo più forti di prima” questo per far capire che nella vita c’è tanto da lavorare e bisogna tirarsi su e pensare che la vita è un dono e viverla giorno per giorno, senza pensare “fra un mese farò” perché non si sa mai cosa può succedere.

E tu lo sai, perché hai avuto una vita bella tosta.

Si, la mia infanzia non è stata facile, ho iniziato a ballare all’età di cinque anni con danza classica (Annamaria racconta una serie di problematiche serie legate alla sua famiglia), io già a dodici anni l’estate lavoravo per pagarmi gli studi d’inverno, per pagarmi danza, perché non volevo lasciare la mia passione, mio padre non  voleva che io studiassi danza (padre-padrone), ma io sono andata avanti con la mia testa dura, la costanza e la forza di volontà e a sedici anni la mia insegnante mi ha detto “tu hai un talento, puoi insegnare” ed io “ma non è possibile, ho solo 16 anni!” e lei ”invece tu per avere 16 anni sei matura” e da li ho iniziato ad insegnare e non ho più smesso. Ho fatto tanta gavetta per pagarmi gli studi di danza, ho fatto la barista, la baby-sitter, ho dipinto vasi e  lavorato in un’impresa di pulizie è stata durissima ma ho preso 6 diplomi e 19 attestati e adesso ho aperto la scuola dei miei sogni, La Scuola dei Sogni perché era il mio sogno da bambina e adesso i ragazzi realizzeranno i miei sogni… io li ho già realizzati, non tutti, finché c’è vita c’è speranza quindi ho ancora tempo, perché no.

Mi sembra che i tuoi ragazzi prendano abbastanza sul serio la danza, anche se forse è giusto che soprattutto i più piccoli la vedano anche come “un gioco”…

Io vorrei che la prendessero ancora più sul serio… io avevo un’altra mentalità, sia ai miei tempi era difficile, la vita è stata dura con me, ma mi ha insegnato tantissimo, mi ha fatto maturare così tanto ed ora io posso aiutare i ragazzi che sono per strada, che hanno bisogno e ce ne sono tanti. Per fortuna esiste la scuola di danza perché al di fuori è veramente dura, ci sono troppi pericoli rispetto ad una volta ed è meglio tenerli occupati in una scuola di danza e farli ballare, che lasciarli in giro per strada. Noi facciamo anche dei programmi televisivi, facciamo Wanna Dance su Boing  e Bau Boys su Italia 1Samuele Stagliano(11), finalista in Wanna Dance, adesso lavora in TV, fa Picchio nella trasmissione di Bau Boys, li ho portati io ai casting, la redazione, sono dei miei amici e vengono a scegliere i ragazzi talentuosi da me, questa è un’occasione reale  per loro.

Bello, mi piace! 

Grazie, spero di rivederti al più presto!

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