La stella di Chick Corea brilla sull’Orto Botanico per ‘Il Ritmo delle Città’

Il concerto di punta per ‘Il Ritmo delle Città’ si è tenuto lunedì sera all’Orto Botanico di Cascina Chiesa Rosa, con Armando Anthony ‘Chick’ Corea (Chelsea, 12 giugno 1941) .

Di origini italiane (per la precisione di Albi di Catanzaro), Corea inizia a suonare negli con il trombettista Blue Mitchell, e con alcuni grandi della musica latino-americana come Willie Bobo e Mongo Santamaria. Il primo album che anni sessanta lo vede come leader è ‘Tones For Joan’s Bones’, nel 1966 in quintetto con Woody Shaw alla tromba e Steve Swallow al contrabbasso. Due anni dopo pubblica ‘Now He Sings, Now He Sobs‘, entrato nella leggenda del jazz, in cui suona con Roy Haynes alla batteria e Miroslav Vitous al contrabbasso.

Verso la fine degli anni sessanta, si unisce al gruppo di Miles Davis e compare su album importanti, come ‘In a Silent Way’ e ‘Bitches Brew’. Con questo gruppo sperimenta l’uso di strumenti elettronici, ed in particolare il Fender Rhodes.

All’inizio degli anni settanta, Chick Corea intraprende alcuni progetti come leader. Tra il 1970 e il 1971, è attivo nel gruppo ‘Circle’, un complesso avant-jazz in cui militano Anthony Braxton, Dave Holland e Barry Altschul. Nel 1971 fonda un’altra band, Return to Forever. Le prime incisioni dei Return to Forever hanno un suono brillante, caratterizzato dalla voce di Flora Purim, dal piano elettrico Fender Rhodes e dal flauto. Durante gli anni settanta, il gruppo si sposta su sonorità più vicine alla musica rock. Nel 1974 il chitarrista Al Di Meola entra a far parte della band, e Corea intensifica l’uso dei sintetizzatori, in particolare il Moog e il Minimoog. Nel 1975 l’album ‘No Mystery’ con i Return to Forever vince il primo dei numerosi Grammy Award (18 in tutto) della sua lunga e straordinaria carriera, l’ultimo recentissimo nel 2013 il suo brano ‘Hot House’, tratto dall’album ‘Hot House‘ con Gary Burton vince il Grammy Award for Best improvised jazz solo.

Ci vorrebbe un libro per citare dettagliatamente tutta la sua straordinaria produzione musicale, le collaborazioni e i premi vinti( nel 2010 incide ‘Orvieto’ con Stefano Bollani), oltre ai numerosi Grammy , nel 1993 si aggiudica la Targa Tenco per la canzone Sicily, interpretata con Pino Daniele, un meraviglio artista che si identifica nell’eccellenza della sua produzione musicale e, sicuramente nella continua ricerca di crescita individuale.

Un pianoforte gran coda dunque, per esaltare le eccelse qualità di questo musicista che nel corso della serata si è destreggiato tra sue composizioni, ‘Sometime Ago’, ‘La Fiesta’, ‘Armando’s Rhumba’, e pezzi di Miles Davis e Thelonicus Monk, ‘Someday My Prince Will Come’, ‘Monk’s Mood’ , ‘Trinkle Tinkle’, ‘Blue Monk’. Tra standard e improvvisazione ci ha regalato momenti di intensa emozione e divertente leggerezza quando ha deciso di intonare ‘Children’s Song’.
Chick Corea ha subito mostrato la sua voglia di comunicare, benchè sia parso gli siano mancate le parole, infatti ad una prima piccola pausa:

…sono molto felice di essere qui, suonare questi standard…avete qualcosa contro le zanzare? Ok allora posso continuare…

Ed ha continuato infatti tra standard e pezzi di strepitosa improvvisazione ci ha regalato una serata davvero speciale, ha suonato per quasi due ore e quando è sceso dal palco l’inevitabile ovazione del pubblico entusiasta lo ha costretto a risalire per un singolare bis, infatti Corea ha coinvolto il pubblico dicendo:

…io suonerò per voi ma voi canterete per me…

Ed ha improvvisto uno strano coro dirigendo e “rimproverando” chi non cantava è riuscito a regalare ai presenti altri quindici minuti di divertimento puro, per un’altra serata indimenticabile.

Immagini di Angela Bartolo in gentile concessione

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