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L’incanto del Cirque du Soleil conquista Bologna

Finalmente, dopo tanta attesa (era dal 2006!) approda in Italia, ‘Alegrìa‘, uno degli spettacoli più apprezzati della compagnia del Cirque du Soleil.

Lo spettacolo nacque nel 1994 per festeggiare il decimo anniversario della fondazione del Cirque du Soleil da parte di Guy Laliberté e di Daniel Gauthier (che ha lasciato nel 2001). Il regista è Franco Dragone.

La scaletta dello spettacolo è piuttosto elaborata ed in continua evoluzione: il suo intento è raffigurare il potere ed il suo trasformarsi con il trascorrere del tempo, in modo simile al passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia dell’uomo.

L’Unipol Arena era stracolma, come la si vede poche volte. Alle ore 20 precise, senza attese, inizia lo spettacolo: davvero entusiasmante, che porta le atmosfere circensi nei teatri, ma senza mai tralasciare l’eleganza che da sempre caratterizza le performances della compagnia.
I corpi degli acrobati sembrano volare e le luci ne fanno da contorno, portando con sè un’atmosfera quasi surreale, e spingendo lo spettatore con il naso all’insù.
‘Alegría’ presenta numeri acrobatici mozzafiato, tra cui il sensuale Synchro Trapeze e l’energetico Aerial High Bars, in cui coraggiosissimi acrobati si lanciano da altalene in movimento all’altezza di 12 metri sopra il palco, davvero da brividi. Tra gli altri numeri : due agilissimi artisti che portano in vita l’arte Mongola della contorsione, e gli artisti che manipolano coltelli infiammati intorno ai loro corpi (il ritmico e pericoloso Fire-Knife Dance), ed ancora il velocissimo Power Track, una brillante prova di coreografia sincronizzata, sopra un sistema di trampolini, che viene magicamente rivelato da sotto il palco. Nel numero Russian Bars, gli artisti volano in aria con spettacolari salti mortali e capriole, atterrando su delle sbarre larghe 10 cm posate sulle spalle dei compagni.
Senza alcun ombra di dubbio questo ‘Alegría‘ è più di uno show… è un’esperienza unica ed eccitante, che cattura spettatori di ogni età.

“Non sono fantasia e non sono realtà, non sono un incantesimo e non sono un’illusione. Non sono uomo né donna, dio né demone, canzone o storia, non uno, sono una legione. Sono Saltimbanco”.

Di seguito le foto per gentile concessione di Simone Amaduzzi

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