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Little Sister: l’incantevole film di Hirokazu Kore-eda

È arrivato nelle sale cinematografiche Little Sister (o Umimachi Diary, titolo internazionale), l’ultimo film del regista giapponese Hirokazu Kore-eda che racconta un legame familiare speciale e fuori dall’ordinario. La storia è tratta dal romanzo grafico Umimachi Diary di Akimi Yoshida e viene trasformata dal regista in un film pieno di grazia e sensibilità, di fronte al quale è difficile non commuoversi.

Little Sister, Trama del film 

Sachi, Yoshino e Chika sono tre sorelle che vivono nella città di Kamakura in una grande casa tutte insieme. Abbandonate in tenera età dal padre hanno imparato a sopravvivere nella maltenuta abitazione senza l’appoggio della madre, donna impaurita e menefreghista che non ha saputo gestire la situazione dell’abbandono del marito e della responsabilità della crescita delle bambine. Le tre ragazze ricevono la notizia della morte del padre assente dalle loro vite da oltre 15 anni e decidono di mettersi in viaggio per presenziare al funerale.

Lì incontrano Suzu la quarta figlia che l’uomo ha avuto dalla relazione con un’altra donna. Tra le quattro ragazze nasce comunque un’intesa che le porterà a vivere insieme. Le quattro ragazze quasi subito imparano a convivere come se fosse sempre stato così, anche se ogni ragazza ha la sua storia privata, le proprie vicende dolorose personali e i ricordi di quello che fu (o non fu) la famiglia:

  • Sachi lavora in ospedale in continuo contatto con la malattia e la morte e forse per questo non riesce a trovare un uomo che la sostenga,
  • Yoshino è impiegata in banca ed ha una relazione probabilmente non affidabile,
  • Chika è una appassionata di sport e pare la più spensierata delle tre,
  • Suzu la 4° sorellastra si ambienta rapidamente nella nuova città ed entra a far parte di una squadra di calcio dove potrebbe aver trovato un fidanzatino.

Little Sister, Recensione

Le attrici protagoniste sono il vero punto forte della storia, in particolare la 17enne Suzu Hirose ma anche Haruka Ayase, Masami Nagasawa e Kaho risultano molto convincenti. Il regista Kore-eda racconta la quotidianità molto bene, teneramente, “senza disturbare”. Si concentra sui piccoli dettagli, su momenti di normalità e questo rallenta il film rendendo rilevabile e percepibile la lunghezza della proiezione (due ore) fino a che nel finale riprende spazio la parte più emotiva e vivace del film. Ma questo è lo stile di Kore-eda ed aspettarsi da lui qualcosa di diverso, che non sia leggerezza ed intimità, sarebbe un errore. Little sister, film vincitore del Premio del pubblico di San Sebastian 2015 e delle pellicole selezionate per  Festival di Cannes 2015, è un’opera molto interessante, intima e delicata che trascina lo spettatore in un mondo di delicata grazia, arricchito da una colonna sonora dalla quale sarà impossibile non farsi coinvolgere.

Little Sister, trailer italiano


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