Lo Chiamavano Jeeg Robot: al cinema il film sul supereroe made in Italy

Arriva oggi 25 febbraio 2016 al cinema il primo fantasy italiano intitolato Lo Chiamavano Jeeg Robot per la regia di Gabriele Mainetti.

Nel cast del film ci sono il protagonista Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli. La pellicola è stata la vera sorpresa della scorsa edizione della Festa di Roma, un film che unisce l’immaginario delle animazioni giapponesi tv e la poesia del cantore delle borgate romane Pier Paolo Pasolini. Sembra strano ma la cosa è riuscita perfettamente, anche grazie all’uso sapiente della colonna sonora.

Lo Chiamavano Jeeg Robot: trama

Enzo Ceccotti vive a Tor Bella Monaca e sopravvive di piccoli furti sempre accompagnato dalla paura di essere preso. Un giorno, mentre fugge dalle forze dell’ordine che lo hanno quasi preso in flagranza, si getta nel Tevere e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne esce mezzo morto, ma vivo e ancora libero. Il giorno seguente si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane e cerca di usare questi superpoteri per fare soldi. Intanto a Roma alcuni gruppi di malviventi stanno terrorizzando la città con attentati, bombe e violenze. Ma Enzo si innamora della vicina di casa, figlia di un suo amico morto, una ragazza semplice convinta che il protagonista della serie animata Jeeg Robot esista davvero… ha bisogno di lui… in realtà tutti hanno bisogno di un supereroe…

Recensione del film Lo chiamavano Jeeg Robot

Alla base del film c’è una innovativa idea musicale: quella di abbinare al percorso evolutivo del protagonista nella sua metamorfosi da uomo qualunque ad eroe con una specifica sonorità musicale adatta ad accompagnare lo spettatore nel percorso emotivo del protagonista. Lo spettatore entra così in sintonia con il protagonista e con lui si ritrova in un mondo fantastico: quello dei superpoteri. Michele Braga, il musicista che con il regista Gabriele Mainetti ha composto le musiche del film ha spiegato:

Man mano che conosciamo i personaggi, la musica cresce, evolve, i suoni si sommano. E quando il nostro supereroe, un sociopatico ragazzo di borgata, si innamora di una ragazza e comprende che il grande dono che ha ricevuto, quello dei superpoteri, può essere utilizzato per aiutare gli altri, è allora che la musica finalmente si libera, emoziona, segue i protagonisti passo dopo passo, fino allo scontro finale.

Il regista Gabriele Mainetti ha aggiunto:

Ho realizzato Lo chiamavano Jeeg Robot con l’intento di dar vita a un film fatto di diversi generi armonizzati tra loro. Durante il montaggio mi sentivo come un funambolo senza la rete di protezione. Con l’arrivo progressivo delle musiche tutto mi appariva più definito e cominciavo a sentirmi sicuro. Per me la colonna sonora in un film è una presenza costante: c’è persino quando non avvertiamo gli strumenti emettere suono. Il silenzio non è altro che una pausa musicale, il direttore d’orchestra continua a battere il tempo e l’organico fa il suo ingresso solo quando l’immagine ne ha davvero bisogno.

Molto interessante il ritmo dell’intera pellicola scandito da un impianto elettronico addolcito dal pianoforte. Degno di nota è l’arrangiamento della versione originale di Jeeg Robot, trasformata in in versione ballad struggente, malinconica e graffiante. Anche nel trailer (che funge quasi da sigla), musica e immagini sembrano nate per stare insieme. Il film è davvero interessante, le atmosfere e la trama lo rendono internazionale, è quasi strano pensare che sia totalmente made in Italy. Menzione speciale a Claudio Santamaria che interpreta un improbabile supereroe con grande intensità e con una punta di ironia velata.

Trailer del film Lo chiamavano Jeeg Robot

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