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Madonna a Milano: molto fumo, poco arrosto!

Che la lady Ciccone avesse a disposizione una troupe di ballerini e scenografi d’eccezione non era in dubbio, ma affidare loro una buona metà dello spettacolo sembra eccessivo.

Dopo la tappa romana del 12 giugno la ‘regina del pop’ sbarca, giovedì 14, a Milano, calorosamente accolta da numerosissimi fan che hanno invaso San Siro; migliaia di volti, dai giovanissimi ai nostalgici degli anni ’80, tutti in trepidazione.

Lo spettacolo inizia in orario alle 20:00 con la performance del dj Martin Solveig, noto per hit come “Hello” e “Ready to go” ma, prima che la protagonista della serata salga sul palco, scorrono 2 ore; a quanto pare si tratta di un habitué del ritardo, vista l’esperienza a Roma.

Dal momento in cui si spengono le luci il pubblico viene circondato da un’atmosfera particolare, un classico della cantante: il tema Sacro e Profano, all’interno del quale si dispiegheranno quattro tempi :

Transgression, Prophecy, Masculine/Feminine e Redemption.

Tra istrioniche esibizioni tale tema persiste durante tutta la serata, con espliciti riferimenti alla fede cristiana, a quelle orientali e new age.

Ma per il pubblico milanese troppi i momenti di stallo del concerto, la grinta e la serenità con cui affronta le coreografie più ardue indossando tacchi 12 non bastano, forse per le troppe le aspettative, a sopperire i quarti d’ora trascorsi a guardare effetti speciali su megaschermi e coreografie di aitanti ballerini, mentre la Material Girl scompariva dietro le quinte.

I momenti di coinvolgimento maggiore si raggiungono in “Like a Prayer” quando la voce della cantante viene supportata da un coro gospel oppure in “Open your heart” performance accompagnata dal trio basco Kalakan.

Verso la fine dello show, quasi come seguendo una rigida scaletta, i ringraziamenti di rito verso il pubblico:

“Thank you Italia. I love you, siete un pubblico meraviglioso, mi supportate da tre decadi!”

Il concerto si conclude, come una vera festa tra colori sgargianti, con il brano “Celebration”  ma anche con un interrogativo :

”è ancora lei la regina indiscussa del pop, quella che avrebbe condotto uno spettacolo esclusivamente con la sua voce?”

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