Milano in delirio per il nu metal dei Limp Bizkit

Quando i Limp Bizkit chiamano, Milano risponde sempre con entusiasmo. Così lo show della band capitanata da Fred Durst ha raccolto all’Alcatraz un’ottima cornice di pubblico, caldissimo e scatenato. Il concerto, in attesa del nuovo album, già annunciato da tempo, ma ancora in cantiere, è stato quindi un elogio al repertorio del gruppo, anche se dobbiamo dire che è stato dato spazio ad una manciata di cover assolutamente applaudite dai fan.

Si è partiti con l’intro di Ennio Morricone ed il suo ‘Per qualche dollaro in più’ prima di entrare nel vivo del concerto. Il pubblico scatenato ha pogato, lanciato di tutto sul palco, al punto che Fred ha invitato i più esagitati a smettere di lanciare scarpe, scegliendo indumenti più leggeri e fashion quali reggiseni e mutandine.
Dicevamo delle cover, che sono state molte davvero. Si va dal medley che ha proposto ‘Holy Wars’ (Megadeth), ‘Master Of Puppets’ (Metallica), ‘Alive’ (Pearl Jam) e ‘Smells Like Teen Spirit’ (Nirvana), per proseguire con ‘Killing in the Name’ dei Rage against the machine, ad un incredibile ‘Faith’ di George Michal, trasformato in un brano metal, fino a ‘Behind Blue Eyes’ degli Who.

In poche parole è stato un elogio alla crema del metal (e non solo) da parte dei Limp, che propongono un genere ai tempi originale, il “nu metal” fatto di rap condito da musica durissima.
Lo show è durato circa 90 minuti, tiratissimi. Fred Durst dimagritissimo e con un barbone da “mormone” è apparso in splendida forma. Il chitarista Wes Borland, pitturato di nero e con una mascherina di led ha incantato per la sua bravura, quando imbraccia la sua Fliyng V, confermando che lui è lo spettacolo nello spettacolo.
Una menzione ancora per il pubblico, che lo stesso Duster ha definito “crazy”: tra un brano e l’altro ha inneggiato i Limp, con cori ritmati, raccogliendo l’ironia del front man, che ha più riprese ha detto: questa sera non ci sono i Limp Bizkit, ma una cover band.
Cover band o no, lo show è stato memorabile, segno evidente che per la band di Jacksonville rimanere sulla cresta dell’onda non è una “mission impossibile”.
Il concerto, che non ha proposto alcun bis si è chiuso con l’ennesima sorpresa, il brano dei Bee Gees ‘Stayin’ Alive‘.
Grazie alla Live Nation per l’invito al concerto.

Questa la scaletta: Pollution, Gold Cobra, My Generation, Livin’ It Up, My Way, Hot Dog, Bring It Back, I’m Broke, Covers Medley (Holy Wars / Master Of Puppets / Alive / Smells Like Teen Spirit)
Nookie , Re-Arranged, Killing in the Name (Rage Against the Machine cover), Faith (George Michael cover), Counterfeit, Behind Blue Eyes (The Who cover), Take a Look Around, Break Stuff, Stayin’ Alive.

Immagini in gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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