Morte di Nelson Mandela: i tributi dal mondo della musica

Ieri sera il mondo ha perso una delle colonne portanti dello scorso secolo, un uomo che da solo ha saputo sconvolgere la politica, gli animi, le culture. Nelson Mandela si è spento ieri all’età di 95 anni nella sua casa di Johannesburg, e – nonostante fosse molto malato da diverso tempo – la reazione del mondo è stata unanime.

Sui social network non si contano più i messaggi tributo a questa figura che è stata l’esempio per molti. La sua morte, ovviamente, ha scatenato la reazione delle star della musica, che hanno voluto ricordarlo attraverso un messaggio, una foto, un’ispirazione.
Bono, Rihanna, Beyoncè, John Legend e Kendrick Lamar sono solo alcuni dei nomi che hanno voluto rendere omaggio a Madiba.

Rihanna ha voluto utilizzare Instagram per ricordare Mandela, postando una sua foto la cui didascalia recita: “Uno dei più grandi uomini mai vissuti! #Legend Noi non dimenticheremo mai le cose che quest’uomo ci ha insegnato, e non sapremo mai comprendere veramente il livello di forza che ha avuto per superare tutti questi anni! Grazie #Mandela“. Ma l’artista ha poi aggiunto su Twitter: “#NelsonMandela hai reso la gente orgogliosa!! Ti ameremo per sempre per questo!… #1Love“.

Ma fra tutti i messaggi di cordoglio, spicca certamente quello di Bono degli U2, che da sempre ha indicato in Mandela la fonte delle sue ispirazioni, soprattutto per quanto riguarda le sue opere nel sociale. Il frontman della band irlandese ha infatti voluto dare il suo tributo scrivendo un articolo per il sito del magazine Time – intitolato ‘L’Uomo che non poteva piangere’ – da cui vi estraiamo solamente alcuni passaggi (QUI per leggere l’intero intervento):

“Mandela vedeva la povertà estrema come una manifestazione dello stesso tipo di lotta (…). Diceva ‘Così come la schiavitù e l’apartheid, la povertà non è uno stato naturale ma è creata dall’uomo, e può essere superata. A volte a una certa generazione va il compito di essere grande. Voi potete essere quella generazione’. Di sicuro, è stato Mandela a essere grande. Il suo ruolo nel movimento contro la povertà estrema è stato cruciale. Ha lavorato per una cancellazione del debito ancora più estesa, per il raddoppio dell’assistenza internazionale in tutta l’Africa sub-sahariana, per combattere la corruzione nei settori del commercio e degli investimenti privati. Senza la sua leadership, avremmo mai potuto vedere il numero delle persone malate di AIDS con accesso ai farmaci aumentare fino a 9 milioni 700mila e le morti infantili diminuire di 2 milioni 700mila ogni anno? (…) La sua indispensabilità non può essere provata con la matematica e i calcoli, ma io so a cosa credo…”

Ma anche Emeli Sandè ha voluto ricordarlo con un messaggio semplice “Il Re dell’amore è morto”, mentre John Legend ha voluto ricordarlo così: “Che vita eroica, bellissima ha vissuto Mandela. Rest In Peace..”. E prevediamo che nelle prossime ore, se ne aggiungano molti altri.

Mandela vinse il Premio Nobel per la Pace nel 1993 e l’anno successivo divenne Presidente del Sud Africa, il primo presidente di colore.
Durante tutta la sua lotta, ha ricevuto molto sostegno dagli artisti, ne è un esempio la canzone del 1984 ‘Free Nelson Mandela’, scritta da Jerry Dammers e suonata da The Specials per protestare contro la sua ingiusta detenzione (Mandela restò in prigione dal 1962 al 1990 con l’accusa di sabotaggio). Questa stessa canzone fu eseguita da Amy Winehouse in occasione del suo 90esimo compleanno, durante il concerto ad Hyde Park a Londra nel 2008.

Mandela, un vero esempio per tutti quanti noi. La dimostrazione di quanto un solo piccolo uomo possa fare grandi cose per il Mondo intero.
Rest in Peace.

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