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Olimpiadi Rio 2016: due azzurre nella finale del Salto in Alto

Le atlete italiane Alessia Trost, vicecampionessa europea indoor, e Desirée Rossit, altra friulana 22enne delle Fiamme Oro, si sono qualificate alla finale del salto in alto femminile alle Olimpiadi di Rio. Evento eccezionale: l’ultima italiana in una finale olimpica infatti fu la primatista nazionale Antonietta Di Martino, decima a Pechino 2008 e mai nella storia dell’atletica italiana era accaduto avere due atlete azzurre nella stessa finale ai Giochi Olimpici.

Olimpiadi Rio 2016: la gara di qualificazione nel Salto in Alto

Le saltatrici azzurre ci hanno fatto soffrire nelle qualificazioni di giovedì pomeriggio: entrambe hanno sbagliato il primo tentativo all’altezza di 1,89 metri, poi la Trost è riuscita nel secondo tentativo, mentre Rossit ha sbagliato anche quello, ma ce l’ha fatta nel terzo. Le due friulane hanno superato al primo colpo i1,92 metri ma il salto decisivo era quello di 1,94 metri: Trost passa al primo tentativo, mentre la Rossit ci ha fatto soffrire ma alla fine ce l’ha fatta anche lei e per la prima volta nella storia dell’Atletica Italiana due saltatrici in alto sono in una finale olimpica.

La situazione sembra equilibrata con diciassette atlete qualificate ma alcune non hanno fatto errori come le statunitensi Lowe e McPherson, la croata Vlasic, la spagnola Beitia, la caraibica Spencer e l’uzbeka Radzivil. Tra le qualificate anche la diciottennne Vashti Cunningham. La finale sarà nella notte tra sabato e domenica ( 1:30 ora italiana).

Olimpiadi Rio 2016: Le impressioni delle azzurre

Trost: Sono contenta, è stata una bella qualificazione. All’inizio correvo con troppa velocità, e in questo momento per saltare non mi serve, poi controllandola sono riuscita anche ad avere una stabilità tecnica che mi mancava da un po’ di tempo. Il miglior salto è stato quello a 1,92 e poi a 1,94 ho cercato di spingere maggiormente alla fine. Ovviamente il pensiero va al mio allenatore che ha lavorato quattro anni insieme a me, e che per problemi di salute non ha potuto essere qui. L’Olimpiade è un’emozione unica, Gianmarco Tamberi aveva provato a raccontarmela però è una cosa che non si può immaginare. Ma l’ho vissuta con tranquillità ed è andata bene. Gimbo mi ha detto: “Vai lì e divertiti, voglio vederti con il sorriso”, che sembra banale ma significa anche qualcosa di tecnico. Adesso testa alla finale, sarà una gara completamente nuova. Non ho visto nessuna avversaria nettamente superiore, ce la possiamo giocare.

Rossit: Nei salti alla terza prova, mi sono detta di stare calma e ho pensato solo a quello che so fare, soprattutto nell’ultimo a 1,94 durante le batterie delle staffette. Quest’anno ho trovato maggiore sicurezza, ho voluto conquistare la finale anche per il mio allenatore. Pensavo che potesse essere sufficiente 1,92 ed ero felicissima, poi sono riuscita a salire ancora. Sto vivendo tranquillamente l’esperienza olimpica, senza particolari pressioni. La pedana è molto reattiva e in finale sarà tosta, però sono convinta che posso far bene.


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