Ospiti e programma del 2Days Prog +1, l’annuale festival di musica progressive di Veruno

Veruno – E’ tutto pronto per 2Days Prog +1, il festival internazionale più importante a livello italiano ed uno tra i più importanti a livello mondiale per la musica rock progressive, giunto quest’anno alla 5° edizione, e che si articolerà nelle canoniche tre serate, quattro concerti ogni sera – dodici gruppi musicali. Massiccia, come di dovere per un festival internazionale, la presenza di artisti stranieri, ben sette.

La prima serata, venerdì 6 settembre, risulta già memorabile.

Dalle ore 18.30 si alterneranno sul palco della Piazzetta della Musica nel centro del paese i Mirromaze, gruppo locale con all’attivo un disco già apprezzato a livello europeo ed a cui ha collaborato addirittura Ray Alder, il cantante dei Fates Warning. Come al solito, pur nell’internazionalità del festival, l’apertura viene concessa ad un gruppo del nostro territorio.

A seguire un gruppo di metal prog italiano tra i più conosciuti a livello mondiale, i Soul Secret sebbene autori di due soli album.

Come ogni sera ci sarà poi l’esibizione di due co-headliners, e per la prima sera sono previsti i Galhad, storica formazione di neo-prog inglese, e la Neal Morse Band il gruppo dell’artista americano di fama internazionale, fondatore degli Spock’s Beard insieme al fratello Alan che furono uno dei gruppi di progressive rock di maggior successo negli anni novanta, oltre alla carriera solista, insieme a Mike Portnoy, ex batterista dei Dream Theater, ha formato il supergruppo dei Transatlantic, e da ultimo i Flying Colors insieme allo stesso Portnoy ed al cugino Steve Morse, attuale chitarrista dei Deep Purple.

Insomma un artista straordinariamente passionale e coinvolgente tanto che Classic Rock Magazine lo ha incluso nel lista dei “100 più grandi frontmen del Rock”.

Si prosegue sabato 7 settembre con un clou che è una vera chicca per i progger incalliti. Dopo l’apertura riservata ad un giovane gruppo genovese, di quelli che “saranno famosi”, la Coscienza Di Zeno, che porta avanti la grande tradizione del prog italiano tanto apprezzato nel mondo, avremo il primo dei tre protagonisti internazionale della serata, i francesi Elora che cercheranno, e siamo sicuri riusciranno, di emulare il phatos lasciato lo scorso anno dai conterranei Lazuli. Il loro rock forte e melodico, a volte profondo e pieno di malinconia li sta portando sul palco di tutti i più importanti festival internazionali, seppur con un solo album alle spalle!

A seguire un altro giovane gruppo, questa volta inglese, ma con una personalità tale da essere ormai considerato uno dei migliori gruppi emergenti: sono gli Haken ed a Veruno presenteranno in esclusiva il loro terzo album intitolato ‘The Mountain’ e che esce in tutto il mondo il 2 settembre. Insomma un altro grande riconoscimento per la nostra rassegna musicale.

Ma la sera di sabato sarà ricordata soprattutto per l’esibizione, unica in Italia del 2013, dei Three Friends. Nell’ottobre del 2008 Gary Green (fondatore dei Gentle Giant) e Malcolm Mortimore (membro del medesimo gruppo) progettano un nuovo gruppo chiamato Rentle Giant. Dopo breve a loro si unisce anche Kerry Minnear un altro dei membri fondatori del gruppo ed sempre in breve tempo cambiano il nome della band che a quel punto non poteva che chiamarsi Three Friends come un loro mitico album degli anni settanta. Dal 2009 hanno iniziato a girare in tutto il mondo per riproporre i fasti di quello che è stato appunto uno dei gruppi più importanti della storia del prog, ancor oggi considerato un genitore del genere, ossia i Gentle Giant. Le loro scalette privilegiano decisamente il periodo più creativo ed innovativo del gruppo e punta su alcuni brani che non hanno mai fatto parte del repertorio live neppure della band originale: una musica che suona assolutamente contemporanea, che non mostra in alcun modo il segno dei tempi, che non lascia spazio a nessuna interpretazione di tipo nostalgico, anche per i grandi solisti che accompagnano il gruppo come ad esempio Mick Wilson la voce dei 10cc.

Domenica 8 settembre si chiuderà veramente in bellezza che per tanti motivi è da considerare sensazionale. Come tradizione del festival di Veruno che cerca di alternare grandi nomi della musica al “lancio” di nuovi talenti musicali, ad aprire la serata un altro giovane gruppo italiano, i Psycho Praxis, sebbene il loro stupendo album d’esordio tutto sembra tranne che il frutto di una band italiana! Un suono vintage ma moderno riuscitissimo punto di incontro fra dark prog, hard style e psychedelia primi Floyd.

A seguire tre nomi col “botto”. Si inizia con gli svedesi Moon Safari per la prima volta in Italia sebbene il loro curriculum ormai decennale li abbia spinti nell’olimpo del new prog mondiale. Ad iniziare dal loro primo album ‘A doorway to summer’ il gruppo è sempre stato elogiato dalla critica di tutto il mondo. Il 2013 coincide con l’uscita del loro quarto disco in studio ‘Himlabacken vol. 1’ che sicuramente non mancheranno di presentare anche al festival di Veruno.

Due mostri sacri della musica internazionale chiuderanno più che degnamente un’edizione che rimarrà storica: i Curved Air e Alan Sorrenti.

I Curved Air sono un gruppo pionieristico del  rock britannico progressivo composto da  musicisti provenienti da esperienze artistiche diverse, famosi per le loro indimenticabili esibizioni dal vivo con la loro musica definita ‘Art Rock’ per le  impronte  quasi classiche di Terry Riley agganciate al bel e demoniaco violino e  combinate con synth elettronici avventurosi e le brillanti magie di chitarra. Il tutto supportato dalla presenza subliminale ed esotica della cantante solista, Sonja Kristina, una delle più belle voci del prog mondiale. Tutti questi elementi li hanno elevati fino alla cima delle classifiche degli album nei primi anni ’70.

E per parlare di stupende voci, ecco il mitico Alan Sorrenti, cantautore napoletano di origine gallese, noto ai più per i suoi lavori più commerciali (come l’hit ‘Figli delle stelle’ o la melodica e fortunatissima ‘L’unica donna per me’). Ma negli anni in cui ‘Pawn Hearts’ dei Van der Graaf Generator rimaneva al primo posto nella penisola per mesi vendendo oltre 800 mila copie, Sorrenti ebbe anche e soprattutto una carriera di raffinato cantautore rock di chiara matrice psichedelica/progressiva, che molti videro direttamente ispirata ai lavori di Tim Buckley o Peter Hammill. I rapidi cambiamenti del pop italiano gli fecero cambiare strada. Il suo album d’esordio Aria rimane un capolavoro del pop italiano, sfruttando tematiche care al progressive italiano con i suoi improvvisi vocalizzi accompagnati da innesti free-jazz e dai fraseggi di violino e spiega il notevole fascino che la suite, ha ancora oggi a 40 anni di distanza. Ma pezzi come ‘Vorrei Incontrarti’, ‘Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto’, ‘Serenesse’, ‘Angelo’ o ‘Le Tue Radici’, recentemente riscoperto e rielaborato anche da Franco Battiato, dimostrano il valore del grande artista italiano.

A Veruno Sorrenti riproporrà la migliore produzione dei primi tre dischi, senza peraltro rinnegare il suo successivo momento pop.

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