Paolo Tomelleri torna con la sua Big Band alla Salumeria della Musica

Paolo Tomelleri, musicista polistrumentista nato nel 1938 a Vicenza in una famiglia dove si respirava musica classica e dopo aver studiato clarinetto al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel 1957, entrò da subito a far parte della famiglia dei musicisti di jazz unendosi nel 1956 ai Windy City Stompers per cominciare una carriera lunghissima, piena di collaborazioni ad alto livello che lo hanno portato attraverso il jazz, la musica classica e la musica leggera italiana a collaborazione con Lino Patruno, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci.

Paolo Tomelleri concerto con la sua Big Band alla Salumeria della Musica

Nel 1960 si liberò del clarinetto, vendendolo ed entrando a far parte di gruppi rock come sassofonista con Giorgio Gaber e Adriano Celentano occupandosi inoltre di arrangiamenti e orchestrazioni.

Paolo Tomelleri  è tra i fondatori del  glorioso jazz club Capolinea a Milano, nel quale  fu sassofonista stabile per diversi anni.

Nel 1971 partecipò al festival di Sanremo come chitarrista nel gruppo Trio Balera accompagnando Adriano Celentano nella canzone ‘Sotto le lenzuola’ dirigendo anche l’orchestra del festival in numerosi brani, cosa che rifece poi nel 1973. In quello stesso anno lo troviamo a suonare il basso elettrico sia in formazioni jazzistiche che di musica leggera.

Presentare un curriculum dettagliato di Paolo richiederebbe numerose pagine web.

La Big Band è senza dubbio la sua creatura più amata, con la quale si presenta regolarmente sul palco della Salumeria della Musica, presentando il repertorio delle grandi orchestre, diretto e arrangiato da lui stesso.

La formazione di diciotto elementi, mantenuta in attività dall’impegno di Tomelleri, presenta un repertorio di classici dello swing con omaggi a Count Basie, Duke Ellington, Stan Kenton e Glenn Miller.

Giovedì 31 ottobre sul palco della Salumeria della Musica c’erano proprio tutti con l’aggiunta di un paio di ospiti, Celeste  Castelnuovo (voce) e Claudio Borroni (voce), che si sono cimentati nell’esecuzione di alcuni classici conosciutissimi di difficile esecuzione.

Una serata in cui il Jazz più classico ha fatto da padrone, che è trascorsa piacevolmente tra un classico di Duke Ellington e un pezzo di Ella Fitzgerald, arrangiati e diretti magistralmente dal maestro Paolo Tomelleri, come sempre.

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